Crescere con i rifiuti

Il progetto Basin firmato Pit9

Il Pit9 ha pensato a Ba.S.I.N, ovvero Basso Salento Industrial Networking. Il progetto che punta a promuovere la creazione di una rete territoriale di operatori nell’Area Vasta Sud Salento per attivare una economia a flusso circolare mediante il reimpiego di rifiuti

Ci si può non credere, ma si può crescere con i rifiuti. “Il rifiuto, da problema a opportunità di crescita” è l’efficacissima sintesi del Progetto Ba.S.I.N, ovvero Basso Salento Industrial Networking” che, nell’ambito delle azioni individuate dal Pit9 a sostegno del riposizionamento del tessuto socio economico salentino, punta a promuovere la creazione di una rete territoriale di operatori nell’Area Vasta Sud Salento per attivare una economia a flusso circolare mediante il reimpiego di rifiuti. Settore produttivo su cui il progetto insiste, con l’obiettivo della rete territoriale, il Sistema Moda (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) cui verrà applicata un’analisi totalmente innovativa, la cosiddetta Lca (Life Cycle Assessment, valutazione del ciclo di vita), strumento fondamentale per l’attuazione di una politica integrata dei prodotti. In tal modo potranno essere valutati e quantificati oggettivamente i carichi, energetici e ambientali, e gli impatti potenziali del prodotto/processo/attività lungo l’intero ciclo di vita, dall’acquisizione delle materie prime alle fine. Un approccio del tutto innovativo, in forte espansione a livello nazionale e internazionale, capace di valutare tutte le fasi del processo produttivo considerate correlate e interdipendenti, e che consente peraltro alle imprese di accedere facilmente allo strumento della certificazione ambientale per collocarsi attivamente in mercati qualificati e a forte competizione. Quattro le prioritarie linee di lavoro su cui insisterà Ba.S.I.N.: 1) realizzazione di una Rete Ambientale (dati su emissioni, scarichi, rifiuti ed energia) 2) stima dei “costi ambientali”, tramite un’analisi del ciclo di vita (LCA) sulle aziende della filiera di riferimento 3) creazione di un network tra le aziende del Basso Salento e tra queste ultime e soggetti della ricerca, della Pubblica Amministrazione e delle Associazioni di Categoria 4) creazione di un portale dedicato di interazione tra soggetti pubblici e privati. Condizione essenziale alla realizzazione e al successo del progetto, in cui nella fase progettuale il partenariato socio economico ha svolto un ruolo progettuale molto forte, la collaborazione con tutti i soggetti territoriali in grado di fornire input utili: dalla Provincia di Lecce alla Camera di commercio alle Ato, alle associazioni di categoria tra cui Confindustria, Confartigianato, Confcommercio. Soggetti interessati anche alla fase di output del progetto, quali potenziali fruitori dei dati resi disponibili da Ba.S.I.N. Dopo l’individuazione di alcune aziende leader del “Settore Moda” salentino, il team di progetto è adesso impegnato nella realizzazione dell’analisi del ciclo di vita (LCA), con l’utilizzo di un questionario/“documento conoscitivo” per poter quantificare e classificare l’intera produzione di rifiuti e scarti del territorio di riferimento della filiera. In fase di realizzazione anche il Portale, asse strategico della Rete Informativa Ambientale, per organizzare e sintetizzare tutti i dati ambientali e sul ciclo dei rifiuti, perché siano trasformati in informazioni fruibili. “Considerare i rifiuti come una risorsa – sottolinea Remigio Venuti, sindaco di Casarano capofila Pit9 – significa di fatto avviare una strategia di marketing urbano territoriale. Allo stesso modo in cui una impresa lancia la sua offerta confrontandosi con i concorrenti per vincere la sfida. Ba.SI.N propone una esperienza di eccellenza che consenta di percepire il Sud Salento come un territorio capace di porsi un problema oggi ritenuto di fondamentale importanza affrontandolo nel modo adeguato e anzi traducendolo in occasione di crescita e sviluppo sostenibile. Consentendo alle imprese l’avvio di certificazioni sempre più richieste sul mercato – spiega Venuti – valorizzando il loro ruolo sociale, e contemporaneamente impegnandosi perché l’ambiente e il territorio vengano salvaguardati e protetti, considerando i rifiuti materie prime. Il che, prima ancora di essere un’occasione produttiva per la nascita di nuove filiere, è sicuramente una piccola rivoluzione culturale di cui, mai come in questo momento, c’è bisogno”.

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