Problema randagismo

Il resoconto dell'AIDAA

L’AIDAA (Associazione italiana difesa animali ed ambiente) fa conoscere lo sconfortante quadro del randagismo in Italia: su una popolazione complessiva di sei milioni di cani, ben 730.000 sono quelli randagi o ospitati nei canali, ossia quasi l’11% del totale. La situazione è drammatica in Puglia

In Puglia su una popolazione di 124.816 cani, 61.671 sono quelli ospitati e 63.145 i randagi, pari al 51% del totale: i randagi superano i cani ospitati, e costano alla comunità quasi 50 milioni di euro, ossia 100 miliardi di lire all’anno. Se a questo si aggiungono il sovraffollamento dei canili e talora il maltrattamento, le condizioni di vita che i mezzi di comunicazione hanno negli ultimi tempi denunciato, ci si rende conto di quanto sia necessario cambiare lo stato delle cose. La regione Puglia si è dotata già da quasi 15 anni di una buona legge (n. 2 del 1995) sugli “Interventi per la tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo” , la quale è stata disattesa e male applicata; l’attuale Consiglio regionale, preso atto della situazione ha approvato (se ben ricordo, all’unanimità) la legge regionale n. 27 del 1 ottobre 2007: “Istituzione della Commissione d’indagine sull’applicazione della legge “appena ricordato”, e la Commissione sarebbe dovuta essere convocata entro 30 giorni dalla data dell’entrata in vigore della legge: sono passati 30, e poi 60 e poi 90 ed ora 120 giorni, ma il Presidente del Consiglio, cui spetta la convocazione, non ha ancora fatto alcun passo. Ed un altro po’ di milioni di euro, dei cittadini pugliesi, si sono volatilizzati dietro l’incuria, l’inefficienza, gli interessi di gestori dei canili e di amministratori comunali. Piero Manni

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