Novecento salentino da scoprire

Agesilao Flora fra cultura artistica e impegno politico

È stata inaugurata, alla presenza del Sindaco Damiano Zizzi e dell’Assessore alla Cultura Cosimo Carbone, a Palazzo Imperiali a Latiano, la mostra: Agesilao Flora “pittore e idealista”. Organizzata da Regione Puglia, Provincia di Brindisi, Comune di Latiano, con il patrocinio della Facoltà dei Beni Culturali dell'Università del Salento durerà sino al 15 febbraio

Ideato e progettato dalla Biblioteca “G. de Nitto”, l'iniziativa propone un percorso didattico e pedagogico, che costituisce la prima divulgazione retrospettiva – l'ultima volta in cui le opere di Agesilao Flora sono state esposte in personale risalirebbero al 1934 e al 1935, rispettivamente nelle città di Lecce e Taranto presso il locali circoli del Littorio – sulla produzione e attività di Agesilao Flora pittore e decoratore salentino, nativo della terra di Brindisi ovvero di Latiano, nel luglio del 1863, da una famiglia di artisti, il padre Vito Nicola, era anch’egli pittore, e parente di quel Abramo Flora, noto statuario in cera, le cui opere si conservano presso il Museo di Capodimonte. L’iniziativa – meritoria per l’attenzione posta su un figlio di questa terra e che andrebbe intrapresa per ognuno degli artisti salentini che hanno costituito la storia dell'arte regionale tra 8 e 900 – focalizza attenzioni, mai sopite ma pur sempre timide, sulla figura del Flora da tutti ricordato come un maestro e specialista delle decorazioni, dalle prime eseguite a Roma al teatro Argentina nel 1887, con il suo maestro Domenico Bruschi e con il Maccari che eseguì le decorazioni del Senato. Prima di approdare nello studio del Maccari Flora era già impegnato all’età di diciassette, quando decide di trasferirsi a Roma, sotto la guida di Gerolamo Savorelli presso lo studio di Gaetano Kock, dove ebbe modo di conoscere il leccese Eugenio Maccagnani, e successivamente nello studio di Giuseppe Sacconi, interprete della cultura umbertina e autore del Vittoriano il monumento a Vittorio Emanale II. L’esposizione si colloca nell’ambito del progetto Agesilao Flora fra cultura artistica e impegno politico proprio perché fu personaggio poliedrico: accanto alla sua attività artistica, che lo vide impegnato come decoratore di importanti chiese e palazzi di tutto il Salento, Agesilao Flora fu fondatore del partito socialista in Puglia, e nel primo decennio del Novecento istitutore della Scuola d'Arte a Gallipoli che portava il suo nome; tant’è e che volle suggerire una analoga iniziativa a Brindisi nel 1927, come afferma Massimo Guastella, professore di Storia dell’Arte Contemporanea all' Università del Salento e consulente scientifico dell'iniziativa, “tra le caratteristiche della mostra vi e' una ricca documentazione fotografica e video che testimonia visivamente le decorazioni eseguite nelle residenze salentine. Un contributo conoscitivo originale che la mostra ben riesce ad offrire al pubblico. Infatti Flora a partire dal 1891 eseguì, con linguaggi tra classicismo e neovenetismo e aperture al liberty, le decorazioni delle case private della borghesia salentina e delle istituzioni pubbliche e delle chiese a Casarano, Gallipoli, Aradeo, Parabita, Galatina, Lecce, Squinzano, Grottaglie, Taranto, nella natia Latiano, Mesagne e Brindisi dove proprio nel capoluogo brindisino decorò, oltre alla antica Stazione marittima peninsulare, la chiesa di San Paolo e il palazzo Montenegro, abitazione del Prefetto, nonché numerose vedute della città dalla chiesa di San Benedetto a quella di San Giovanni al Sepolcro e il porto dal seno di ponente, affascinanti impressioni della città tra gli anni venti e quaranta, in cui a più riprese soggiornò”. Affatto altrettanto interessante, come attesta il percorso espositivo della mostra, è la produzione da cavalletto tra vedute urbane, paesaggi salentini campestri e marine, adriatiche e joniche, e nature morte, vasi di fiori -che erano la sua specialità sin dai tempi romani- di chiara vocazione impressionista e non di meno la produzione in cartapesta “di un artista multiforme – osserva Guastella- che era brindisino di Latiano, a Lecce chiamavano leccese e i gallipolini compaesano e perciò a pieno titolo va considerato una risorsa della storia dell'arte salentina fra 8 e 900, peraltro credo l'unico pittore che nel territorio abbia dipinto un allegoria del “Salento” nel 1927-28, nelle decorazioni della Sala Flora del palazzo Imperiali di Latiano che ospita la mostra”. “Il volume che andremo a realizzare nelle prossime settimane – aggiunge Guastella -, contenente gli atti del convegno dedicato al Flora nel dicembre scorso, con il contributo di numerosi studiosi tra storici, storici dell'arte, ricercatori, e insieme il primo repertorio catalogico che documenta la produzione artistica, decorativa, pittorica e plastica, potrà ancor meglio puntualizzare gli eclettici aspetti, biografici, politici e soprattutto artistici di Agesilao Flora, al fine della valorizzazione storica dell'artista” Il pubblico presente all'inaugurazione ha apprezzato l’iniziativa e altri visitatori apprezzeranno nei prossimi giorni di visita gli aspetti culturali della proposta che si è prefissata di rendere nota di una figura fondamentale del panorama artistico salentino. Palazzo Imperiali, Piazza Umberto I , 72022 Latiano BR Orario mostra: tutti i giorni ore 9,00 – 12,00; 16,00 – 19,00 Dal 25 gennaio al 15 febbraio 2008 Info: Tel. +39 831 729465; [email protected]

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