Barba: “In aula è una perdita di tempo”

La critica del senatore

Vincenzo Barba critica Il Sole 24 ore. Per il senatore il giornale sbaglia di meno quando si occupa di sport e di calcio mercato piuttosto che quando si occupa di economia e politica

Stavolta, ha proprio toppato! Ed ha indotto in errore tutti coloro che, sulla base delle statistiche pubblicate dal quotidiano di Confindustria hanno ricamato articoli e servizi. L’operazione de Il Sole 24 ore è molto semplice: si contano le presenze nelle riunioni d’aula dei senatori a Palazzo Madama e poi, come a scuola sulla lavagna, si segnano i buoni e i cattivi. Siamo nel pieno solco dell’antipolitica dove si raccolgono notizie sparse qua e là per gettare discredito sui politici per spianare la strada per una nuova via… E di questo clima di antipolitica, chi ha buona memoria, dovrebbe ben ricordare le dinamiche dei primi anni ’90… Come si fa a giudicare l’attività di un politico solo e soltanto per le sue presenze nelle sessioni d’aula? Forse che si giudica un buon medico solo e soltanto per le ore trascorse in sala operatoria? O sono anche importanti altri parametri quali, per esempio, il rapporto con i pazienti, l’aggiornamento professionale, la partecipazione a seminari di sensibilizzazione, la qualità – e non solo la quantità – delle cose che fa? Il sottoscritto, che è uno stacanovista della politica, passa più tempo a Roma di quanto non dovrebbe passarne per la propria attività di parlamentare. Non esiste mica solo il lavoro in aula! E gli incontri in commissione? E gli incontri con gli esperti sulle varie problematiche da affrontare e risolvere? E le pubbliche relazioni con tutte le varie categorie? E le riunioni con i big che sono, talvolta, mille volte più utili di estenuanti e improduttive sedute plenarie? Insomma, in aula si sta quanto si deve stare, quanto è giusto che ci si stia. Poi, un parlamentare degno di questo nome deve fare tanto altro se vuole essere degno dell’appellativo di onorevole. Fanno sorridere le banalizzazioni de Il Sole 24 ore, perché di banalizzazioni si tratta. Alla fine sono i fatti che contano, il modo con cui si affrontano e si risolvono i problemi, non le ore con cui si scaldano le sedie, senza frutto e senza costrutto. Quanto al fatto che il sottoscritto si sarebbe assentato di più durante le la crisi amministrativa del Comune di Gallipoli, mi viene da ridere di gusto, dal momento che la congiura a Barba è stata fatta proprio perché Vincenzo Barba era a Roma, impegnato in Senato, e non avrebbe potuto seguire il movimenti strani che la precedettero. Pensiamo, insomma, alle cose serie, che le parole non riempiono la pancia di chi si trova in difficoltà. Il controllo sulla politica è cosa ben più seria di qualche statistica da strapazzo tirata fuori all’ultima ora. Vincenzo Barba

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