Due salentini al Bif&st di Bari

GUARDA I VIDEO Al Bari International Film & tv Festival un cortometraggio sul Regina Pacis tutto made in Salento

Otto giornate di proiezioni, tributi, anteprime, rassegne nel Teatro Petruzzelli e nelle sale cinematografiche di Bari con la partecipazione di alcuni fra i più grandi autori del cinema,di attori, critici cinematografici e giovani talenti per la seconda edizione del Bari International Film & tv Festival, promosso dalla Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo, Cultura, Turismo con la collaborazione del Comune di Bari e dell’Università degli Studi di Bari, organizzato dall’Apulia Film Commission. Nella sezione “Corto documentario” anche due salentini con Memorie dal Regina Pacis, realizzato durante il laboratorio videomaker La città invisibile, un progetto dell'associazione MUUD finanziato da Principi Attivi – Giovani Idee per una Puglia migliore. Francesco Maggiore, ventisettenne di Lecce, specializzato in Storia contemporanea con una tesi sul cinema e il conflitto arabo israeliano e Alberto Chironi, ventitrenne di Martignano, che studia Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Lecce i due protagonisti, che hanno narrato la storia del “discusso” Regina Pacis, un luogo celebre per aver ospitato un centro di permanenza temporanea fino al 2005, ma che versa attualmente in uno stato di totale abbandono. Tuttavia al suo interno tutto sembra essersi fermato al giorno della dismissione: registri, oggetti di uso quotidiano, giochi per bambini sono sparsi ovunque e sembrano raccontare quello che è stato, i frammenti di storie delle migliaia di persone, provenienti da tutto il Mediterraneo e oltre, che lì si sono incrociate. Narrare un luogo che raccontasse l'invisibile, quindi, il progetto di Francesco Maggiore e Alberto Chironi e testimoniare cosa oggi è diventato quel luogo, anzi “quel non luogo” – come lo hanno definito i due giovani- “perchè il centro Regina Pacis è abbandonato a se stesso, è un relitto”. Un tema delicato che narra la storia degli uomini che nel centro, se pur per poco tempo, hanno vissuto, lasciato i segni del loro passaggio e che non può rimanere nelle condizioni in cui, invece, attualmente si trova. Significativa in tal senso la data della proiezione, quella del 27 gennaio, proprio il giorno della memoria, affinchè anche la storia del Regina Pacis possa entrare a far parte a tutti gli effetti di quella “memoria storica collettiva” e che le tragiche vicende umane e i drammi lì consumati non siamo mai dimenticati.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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