Centrale biomasse a Sannicola

Risponde Archè srl

Parte la prima presa di posizione di Archè srl in merito alla centrale a biomasse di Sannicola, in risposta ad innumerevoli attacchi provenienti dai politici della città

Egr. Direttore, da alcune settimane registriamo un imbarbarimento del dibattito sulla centrale elettrica ad oli vegetali di Sannicola. Dalla polemica pro o contro l’insediamento produttivo, si è rapidamente passati agli insulti e alla spudorata menzogna. La motivazione di questo atteggiamento da parte di alcuni (per fortuna molto pochi) esponenti sannicolesi è sotto gli occhi di tutti e si chiama “elezioni amministrative 2008”. E’ molto triste vedere come alcuni politici e presidenti di sedicenti associazioni (con evidenti ambizioni politiche) manipolino la realtà e spargano terrore tra i loro concittadini per miseri calcoli elettorali. Ai giudizi sommari rispondiamo che abbiamo sempre rispettato tutte le leggi e procedure, in linea con gli orientamenti politico-energetici nazionali e regionali. Rispetto invece agli insulti che abbiamo ricevuto e alle affermazioni sommarie fatte passare per approfondimenti scientifici, risponderemo in tutte le sedi opportune a tutela dell’immagine di Archè. In questa sede non è opportuno entrare nel dettaglio di aspetti tecnici o normativi. Per capire cosa sta succedendo, ci basta ricostruire i fatti: il 26 aprile 2006 è stata individuata ed assegnata dal Comune di Sannicola l’area dell’insediamento produttivo. Successivamente si è tenuta la Conferenza dei Servizi, dove tutti gli Enti preposti al rilascio di pareri e autorizzazioni hanno espresso parare favorevole: l’ASL (per la salute pubblica), lo Spesal (per la sicurezza dei lavoratori), l’Arpa (per l’impatto ambientale su aria, acqua e suolo); hanno inoltre partecipato ed espresso parere favorevole l’Ufficio “ecologia e ambiente” e quello “industria energetica” della Regione Puglia, l’ufficio ambiente della Provincia di Lecce e naturalmente lo stesso Comune di Sannicola, rappresentato dal Sindaco, da un Assessore e da un Dirigente. E’ stata anche commissionata ad un ingegnere “di provata fama nazionale” (cito testualmente l’atto di incarico da parte del Comune) una consulenza professionale. La relazione di questo tecnico di Sannicola, favorevole all’insediamento dell’impianto, è però stata ignorata. Poi nell’estate è stato annunciato un referendum consultivo per chiedere il parere dei Sannicolesi. Pur non essendo previsto dall’iter autorizzativo (ricordiamo che questi impianti sono definiti dalla legge di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti), abbiamo comunque preso atto della consultazione popolare, speranzosi in cuor nostro di fornire ulteriori informazioni e delucidazioni ai cittadini in quella occasione. Peccato però che il referendum non si sia mai tenuto e possiamo solo immaginare quali siano state le ragioni che hanno spinto a non farlo. E veniamo alle ultime settimane: prima di Natale, dalla stampa apprendiamo che il Consiglio Comunale delibera la revoca dell’assegnazione del lotto nella zona PIP, decisione di cui ancora ignoriamo le motivazioni, al di là delle affermazioni demagogiche di qualche esponente politico. Le elezioni sono dietro l’angolo e tutti si fanno paladini dell’ambiente e della salute dei cittadini, scagliandosi contro gli oli vegetali vergini, cioè gli stessi che mangiamo sulle nostre tavole (sorvolando sulle centinaia di migliaia di tonnellate di carbone che si bruciano a pochi km da noi). Come spesso accade in Italia, sarà purtroppo la Magistratura, organo al quale non avremmo mai voluto rivolgerci, se non costretti dalle inefficienze e dalle tergiversazioni della classe politica, a dover stabilire se la ditta Archè potrà utilizzare il lotto della Zona Industriale che le è stato regolarmente assegnato. Nel frattempo ci adopereremo, come è nostro stile, supportati da esperienze, dati e studi scientifici, per spiegare ai cittadini, alle associazioni, ai politici e a tutti coloro che vogliono confrontarsi lontano dalle ipocrisie della campagna elettorale e dalle beghe di partito, perché gli impianti ad olii vegetali vergini, nel rispetto delle leggi a tutela dell’ambiente (non è neppure prevista la V.I.A.), consentono una produzione di energia pulita e portano alle città in cui sono insediati vantaggi economici in termini di royalties, indotto per le imprese operanti sul territorio e posti di lavoro. Marcello Piccinni Amministratore unico Archè S.r.l.

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