Gallipoli Calcio 2008. B come Barba

La necessità di un progetto sociale che promuova il territorio

Gli obiettivi che Vincenzo Barba, presidente del Gallipoli Calcio, si pone per il 2008 sono ambiziosi ma non impossibili. La sua squadra, lo garantisce, si impegnerà come sempre al massimo per donare nuove soddisfazioni ai sostenitori. Tanti, tra la gente. Pochi, tra le istituzioni

di Vincenzo Barba* Il 2007 è stato per il calcio gallipolino, e quindi salentino, un anno indimenticabile, perché dopo aver consolidato la nostra permanenza in una categoria nella quale sono presenti città e realtà sociali assai blasonate la nostra squadra, negli ultimi mesi dell’anno, ha raggiunto la vetta della classifica fino quasi a scalarla, arrivando addirittura ad un provvisorio secondo posto che, a dire il vero, per il gioco espresso e per le occasioni perdute, ci va un po’ stretto e punteremo nel 2008 a migliorarlo. Eppure malgrado questi grandi successi e questi grandi trionfi sportivi, mi ritrovo ancora una volta, in qualità di patron del sodalizio giallorosso, a constatare un totale disinteresse da parte di coloro che, a tutti i livelli, potrebbero darci una mano per far volare in alto il nostro progetto e tutto il Salento. Ripeto a voce alta e senza paura di alcuna smentita: il progetto del Gallipoli calcio non è soltanto un progetto sportivo, ma è anche e soprattutto un progetto sociale che ha la finalità principale di utilizzare il calcio e lo spettacolo che esso sa regalare come momento di ritrovo di una comunità intorno al suo campanile per poi prendere slancio in tutti i settori dell’attività economica attraverso il ritorno di immagine che il fenomeno sportivo può garantire, soprattutto, in ambito turistico e commerciale. È per questo che anche nella scelta dei calciatori, oltre all’aspetto tecnico, ho sempre valutato il lato umano dell’atleta perché, fino a quando sarò responsabile del nostro sodalizio sportivo, pretendo che i miei atleti siano d’esempio per gli sportivi più giovani che vedono in essi degli eroi da imitare. Ho sempre preteso ed ottenuto che i tecnici, lo staff dei dirigenti e il parco calciatori avessero un rapporto di massima disponibilità con la città e con il territorio. Posso dire – e a testa alta – di aver raggiunto anche questo obiettivo. Tuttavia, poiché le nozze non si fanno con i fichi secchi, ho chiesto l’aiuto ed il sostegno dei privati e delle istituzioni per dare radici ancora più solide ai nostri programmi. È svilente constatare che chi può aiutarci faccia orecchie da mercante e che le istituzioni, che potrebbero sostenere Gallipoli e il Gallipoli Calcio, si nascondano dietro esiguità di risorse che poi non si palesano, invece, in altre occasioni sportive. La Provincia di Lecce, per fare un solo esempio, ha finanziato tanti sodalizi sportivi del territorio, ma non ha mai ritenuto il Gallipoli degno della propria attenzione. Eppure le nostre maglie corrono sui campi di città importanti che, attraverso noi, imparano a conoscere e ad amare il Salento. Pensate: nemmeno i consiglieri provinciali gallipolini, che poi sui giornali fanno finta di interessarsi delle palestre, delle sale di ginnastica e dei tornei amatoriali (ovviamente per mettersi in mostra senza poi agire concretamente di conseguenza) hanno mai pensato di sostenere la nostra squadra ed il nostro progetto sociale con la richiesta al Governo di Palazzo dei Celestini di un pur minimo contributo! Insomma, nel periodo natalizio in cui bisogna dimostrare a tutti i costi di essere più buoni, si fa finta di interessarsi alle palestre e agli sport dell’infanzia, ma sul progetto sociale del nostro Gallipoli, sul progetto sociale di una squadra di calcio che porta in giro il nome ed i valori di una intera città e di un intero territorio, nemmeno un parola, nemmeno un’iniziativa! Il Gallipoli Calcio è soltanto, per loro, un giocattolo per mettersi in bella mostra e in bella evidenza. Quanto a dare un contributo, campa cavallo! L’auspicio che, pertanto, mi sento di formulare insieme alla squadra ed all’intera città è quello che il 2008 sia un anno di trionfi non soltanto sportivi ma anche e soprattutto sociali, all’insegna di un attaccamento alla nostra storia e alle nostre radici sempre più forte, sempre più vero e mai strumentale, come invece accade per certi personaggi in cerca di autore che confondono l’essere con l’apparire e il dare con l’avere. Non si capisce a vantaggio di chi. *presidente Gallipoli Calcio

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