Liberi da Ogm. Parte una petizione dalla Cia

Settimana di raccolta firme

Dal 3 al 9 dicembre nelle sedi comunali della Cia e nelle piazze dei Comuni pugliesi si svolgerà la raccolta straordinaria delle adesioni alla petizione “Burocrazia dacci un taglio” e alla consultazione nazionale “ItaliaEuropa: liberi da OGM”

Questa è l’ultima settimana utile per la raccolta delle firme, pertanto la Cia Puglia rivolge un appello agli agricoltori e ai cittadini a sottoscrivere le due iniziative che già hanno riscosso un consenso ampio su tutto il territorio regionale. E’ necessario inoltre che il quadro dirigente della Cia continui fino alla fine a mantenere alto l’impegno. Burocrazia, dacci un taglio: è’ un tuo diritto. Sotto questo slogan la Cia ha promosso una Petizione popolare rivolta al Presidente del Consiglio per ridurre la burocrazia e semplificare sempre di più gli adempimenti cui oggi sono sottoposte le aziende agricole italiane. Una petizione che, comunque, riguarda anche i cittadini i cui rapporti con l’amministrazione pubblica sono sempre più complessi e richiedono tempi lunghi e insopportabili. Abbiamo calcolato che mediamente ogni azienda agricola compila in un anno circa 26 chilogrammi di moduli. Otto giorni al mese, quattro mesi all’anno è il tempo medio che un’impresa agricola impiega per soddisfare le complicazioni della burocrazia. Vere e proprie catene di moduli soffocano la nostra agricoltura e frenano la sua competitività. Obbiettivi prioritari sono: ridurre il costo della burocrazia, semplificare i rapporti tra cittadini e Pubblica Amministrazione, valorizzare la sussidiarietà, applicare il divieto di richiesta dei documenti già in possesso della P.A. La consultazione nazionale “ItaliaEuropa – LIBERI DA OGM” pone ai cittadini un quesito importante sull’agroalimentare, il cibo e la sua genuinità, cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità e libero da OGM. Il governo italiano dovrà tenere conto della volontà dei cittadini che si sono già espressi, attraverso più di 3 milioni di voti, contro l’utilizzo degli organismi geneticamente modificati a sostegno e a difesa dell’agroalimentare di qualità, di un’agricoltura fortemente diversificata. Gli italiani stanno dimostrando grande sensibilità sui temi della sicurezza alimentare, del principio di precauzione, della qualità delle produzioni. Un’indicazione precisa da parte dei consumatori che vogliono mangiare bene e sano, mangiare tipicità. E’ necessaria un’azione in grado di garantire i consumatori e di tutelare i primati alimentari e gastronomici che il ‘made in Italy’ oggi vanta nel mondo.”

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