Filanto. Intesa raggiunta

Natale più sereno per 340

Si sono trovati tutti d’accordo. Confindustria e le associazioni sindacali. Ma anche la Provincia, la Regione. Ed i lavoratori, naturalmente. Due “accordi di reciprocità” li riposizioneranno nei settori del metalmeccanico e dell’energia

La Filanto è salva. Trascorreranno delle feste natalizie più serene i 340 lavoratori che avevano temuto per il proprio posto di lavoro. Il Piano di ristrutturazione della azienda casaranese, che mira al riposizionamento del prodotto su una fascia di produzione di alta qualità, presentato al tavolo istituzionale aperto dalla Provincia di Lecce, ha previsto una forte volontà della azienda di mantenere le risorse umane impegnate in attività lavorative sul territorio, anche in settori differenti, sia per non disperdere un patrimonio professionale sia per non implementare forme di esclusione sociale. Il senso di responsabilità del Gruppo Filanto, di Confindustria Lecce e delle Organizzazioni sindacali (FILTEA CGIL – FEMCA CISL – UILTA UIL) ha portato alla costituzione di un tavolo di concertazione che potesse offrire risposte ed opportunità alla situazione di 340 lavoratori impegnati in linee di produzione in esubero. Dopo un mese di lavoro tra tutte le parti si è addivenuti nella tarda serata di mercoledì alla sottoscrizione di due accordi di reciprocità che offrono una potenzialità di ricollocazione, attraverso un processo di formazione del personale del cluster Filanto, a 309 unità lavorative; tenendo conto, altresì , che il piano di ricollocazione prevede per altri 15 una loro riqualificazione e assorbimento nel cluster e per altri 64 lavoratori il loro accompagnamento al pensionamento. L’ accordo di reciprocità, strumento innovativo per il territorio nazionale, è uno strumento in cui le parti sociali e le imprese del cluster Filanto trovano una intesa per non disperdere il valore umano ed economico del territorio. L’accordo di reciprocità traccia un percorso su cui far convergere l’interesse e la volontà di soggetti pubblici per il sostegno del processo di ricollocazione, attraverso nuovi investimenti produttivi. Gli accordi di reciprocità sottoscritti riguardano il settore metalmeccanico e il settore delle energie rinnovabili, anche nella sua componente manifatturiera, ovvero comparti produttivi con potenzialità di crescita e sviluppo, e ad oggi vi è l’impegno di circa 20 imprese associate a Confindustria Lecce che hanno manifestato il loro interesse. Il traguardo raggiunto, attraverso la sottoscrizione di tali accordi è un nuovo modello di fare economia e sviluppo. Tale modello è stato condiviso ieri presso la Provincia di Lecce anche dall’ente di Palazzo dei Celestini e dalla Regione Puglia, attraverso la sottoscrizione di un verbale di intesa, che prevede a breve la convocazione di un tavolo tecnico-istituzionale per la definizione dei tempi, procedure e strumenti per la attuazione operativa degli accordi. La Regione si è impegnata a convocare un tavolo composto dalla stessa, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle politiche economiche territoriali – ,Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero del Welfare, Provincia di Lecce, Agenzia per l’attrazione degli Investimenti e lo sviluppo delle imprese (ex Sviluppo Italia), Confindustria Lecce, organizzazioni sindacali. Piero Montanari, presidente di Confindustria Lecce, unitamente a Biagio Malorgio, Franco Surano e Salvatore Giannetto, segretari provinciali CGIL, CISL e UIL, hanno espresso la loro piena soddisfazione “per aver trasformato- hanno dichiarato – un problema in opportunità e per aver riscontrato la disponibilità delle Istituzioni all’accompagnamento di questo modello. Inoltre siamo convinti – hanno continuato – e siamo impegnati a voler far rimanere sul territorio il settore calzaturiero, dandogli un profilo qualitativo alto del prodotto, anche attraverso l’attrazione di investimenti e di conoscenze. Siamo certi che questo significa fare sistema e ricercare soluzioni nuove, percorsi ed idee innovative per dare risposte a problemi complessi. Siamo consapevoli – hanno concluso – che il lavoro a farsi è impegnativo e ce ne assumiamo le nostre responsabilità”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!