La casa del popolo

Ricordi di democrazia e partecipazione

La storia di un luogo di incontro. Dalla metà degli anni '70 agli '90. Quando politica significava anche fermento culturale

di Pantaleo Pagliula e Rino Giuri Intorno alla metà degli anni ’70, i responsabili del PCI di Nardò individuarono dei locali nel pieno centro storico (di fronte alla Cattedrale): erano di proprietà di un imprenditore edile, che per le sue dichiarate simpatie verso la sinistra, si impegnò affinché l’immobile posto in vendita avesse una destinazione sociale e un utilizzo popolare, aperto e democratico. Partì la sottoscrizione pubblica, che nel giro di qualche anno fornì risultanti considerevoli. I dirigenti del PCI di allora, avvalendosi anche di un consistente contributo finanziario della federazione provinciale comunista, acquistarono quei locali, che comprendevano un primo piano con più stanze e un grande salone e un ampio seminterrato. Oltre che della Sezione del PCI, l’immobile divenne la sede di strutture cooperativistiche (Coopedil, Cooperativa Arneo) ed ospitò la nascita e i primi passi della cooperativa sociale CISAC. Nel seminterrato, opportunamente risanato e ristrutturato dai militanti della Sezione, si svolgevano attività ricreative e culturali organizzate dal circolo ARCI, sorto sempre in quegli anni. Là si tenevano, fra l’altro, le riunioni del “Comitato per la salvaguardia e la valorizzazione di Portoselvaggio”, un attivo organismo unitario del quale faceva parte anche Renata Fonte. Nella seconda metà degli anni ’80, con i proventi di una robusta sottoscrizione fra i dirigenti e i tesserati cittadini del PCI, i locali furono restaurati e predisposti per successivi miglioramenti. In quel periodo, proprio per tentare di rendere concreta l’apertura di quel luogo ai cittadini, fu costituita l’Associazione Culturale “Renato Guttuso”. Il sodalizio, che ovviamente ebbe sede in quei locali, realizzò – negli anni – un’azione articolata ed apprezzata (dibattiti, conferenze scientifiche, eventi culturali, concerti, ecc.). Il vastissimo locale seminterrato ospitò l’organizzazione di feste e di altre attività ludiche e formative. Fra queste ultime, grande valore ebbe l’esperimento teatrale voluto e diretto da Vittorio Raho. Quel locale accolse anche la sede dapprima della Cooperativa “Natura Viva” e poi dell’organizzazione politica Sinistra Giovanile. Ora è regolarmente utilizzato da un noto gruppo musicale di Nardò. Nel corso degli anni ’90 e successivamente, venne definitivamente acquisita – attraverso una permuta con il precedente proprietario – la scala di accesso al primo piano e venne poi completato l’impianto di riscaldamento.

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