Vincenzo Barba sul carnevale di Gallipoli

L'ex sindaco difende la festa

Vincenzo Barba, ex sindaco di Gallipoli difende l'idea di inserire il carnevale della città nella lotteria nazionale

di Vincenzo Barba* Ci sarebbe da proporre il Premio Nobel all’“Alta Amministrazione” per tutti quei politici che, in queste ore, si accapigliano per dimostrare la loro paternità sull’inserimento (si badi bene: ad anni alterni!!!) del carnevale gallipolino nella lotteria nazionale. L’immagine che mi viene in mente è quella dei ragazzi che nel periodo estivo si divertono a lottare in acqua poggiandosi sulle spalle, in teoria più robuste, di loro compagni di gioco. E così Fasano sulle spalle di Maritati e Venneri su quelle di Costa passano il loro tempo spensierato a rinfacciarsi la primogenitura dell’abbinamento del nostro carnevale alla lotteria nazionale, spacciando il tutto per una grande operazione di alta amministrazione e di sapiente marketing territoriale. Nulla di più falso, ovviamente. Ed i nostri cittadini devono saperlo. Tutti devono essere messi a conoscenza del fatto che le casse del nostro Comune sono state totalmente svuotate da anni e anni di mala amministrazione. Infatti già l’anno scorso non c’era nessuna risorsa pubblica da mettere nel piatto degli eventi di carnevale, e la mia amministrazione si è dovuta inventare in tutti i modi l’aiuto e la partnership di privati, per far sì che quel grande evento, che fa parte della nostra tradizione e della nostra identità, non dovesse essere soppresso per mancanza di fondi!!! Altro che lotteria nazionale! Altro che aggio dalla vendita dei biglietti da mettere a disposizione dei nostri maestri cartapestai! Con l’aggio derivante dalla vendita dei biglietti non si può rimborsare nemmeno la colla ai nostri maestri!!! Figurarsi se quelle risorse sono sufficienti per le sfilate, gli eventi, l’allestimento delle tribune, la pubblicità, la diretta televisiva satellitare, ect. ect. Insomma, i gallipolini e i salentini devono sapere che avremo l’abbinamento del nostro carnevale alla lotteria ma non sappiamo se avremo il carnevale perché è cosa difficile fare le nozze con i fichi secchi, soltanto con i fichi secchi, non avendo la voglia, il coraggio e la fantasia per darsi da fare. Pertanto il sottoscritto lascia con grande piacere la paternità dell’abbinamento tra il carnevale e la lotteria nazionale alle grandi menti che si battono esibendosi a colpi di comunicati per rivendicare il merito. Il merito del a, il merito del niente. Che sia stata la coppia Maritati-Fasano, oppure quella Venneri-Costa poco importa. Farebbero bene invece, tutti e quattro, se veramente amano Gallipoli, la sua storia e le sue tradizioni, a darsi una mano per trovare gli sponsor senza i quali si avranno serissime difficoltà ad organizzare il carnevale della città bella, e senza i quali faranno ridere tutto il mondo per aver abbinato alla lotteria nazionale qualcosa che non esiste, un carro fantasma sul quale sfilano, invisibili, tutti questi politici che non si rendono ancora conto che le parole le porta via il vento mentre i fatti sono l’unica cosa che resta a futura memoria. E Gallipoli ed i gallipolini hanno bisogno di fatti. Di tanti fatti. *ex sindaco di Gallipoli

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