La salentina Kurumuny a Siena

Nella terra dei libri al primo salone internazionale

E' partito ieri per concludersi domenica il primo Salone internazionale del libro di Siena. Kurumuny Edizioni, casa editrice salentina, proporrà saperi e poetiche del territorio di Terra d'Otranto

Il Salone, nato per volontà della Provincia di Siena, con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, organizzato dalla Fondazione Musei Senesi con il contributo della Fondazione MPS e la collaborazione dell’Istituzione Santa Maria della Scala, ospiterà oltre 40 editori italiani e stranieri con i loro libri che in modo diverso, dalla fotografia al racconto, dalla saggistica all’illustrazione, parlano di territori, di città, di montagne, campagne e mari d’Italia e del mondo. Sarà così possibile avvicinare i libri ai luoghi e i luoghi ai libri perché in tempi di globalizzazione i libri che propongono saperi e poetiche di luoghi e territori assumono un’importanza crescente. La casa editrice Kurumuny, per l’occasione, oltre a esporre i principali titoli in catalogo, presenterà la sua ultima novità editoriale: “Scoprire l’Italia, inchieste e documentari degli anni Cinquanta”, alla presenza dell’autore Mirko Grasso. La presentazione si terrà domenica 11 novembre a partire dalle ore 10,00 nella Biblioteca di Santa Maria della Scala. A seguire la proiezione dei due documentari allegati al volume: Li Mali Mestieri di Gian Franco Mingozzi e Fata Morgana di Lino Del Fra. Subito dopo la caduta del fascismo, l’Italia è una realtà da scoprire e raccontare. Se ne incarica il cinema, principalmente con le opere egregie e con il Neorealismo, che riesce a fornire, con storie di reduci, contadini, donne, operai, un quadro delle reali condizioni del paese e delle fasce popolari più misere, ma anche attraverso ulteriori sentieri conoscitivi rappresentati da numerose opere documentaristiche. Accanto a quest’opera di testimonianza si assiste poi a un brulicare di inchieste, giornali, riviste che si propongono lo stesso obiettivo: raccontare volti e fatti italiani senza la retorica del regime. Cinema e giornalismo di inchiesta si incrociano perciò per circa un decennio: dalla fine della guerra a tutti gli anni Cinquanta si possono rintracciare raccordi tra due diversi modelli di analisi della società. Punto di partenza: la figura e l’opera di Gramsci, con tutta la linea dei grandi meridionalisti, e la letteratura di analisi sociale che parte nel dopoguerra con Carlo Levi e il suo Cristo. Li Mali Mestieri è una suggestiva immagine del centro storico di Palermo, nei primi anni Sessanta, dove si improvvisano i più disparati lavori, li mali mestieri, per combattere la precarietà dell’esistenza, della povertà e della miseria. È un delicato ed efficace ritratto dell’infanzia palermitana, cui i versi del poeta Ignazio Buttitta contribuiscono a dare una virile e commossa carica poetica. È la descrizione intensa e sconvolgente dell’aspetto più popolare e povero , ma dignitosamente poetico e consapevole della propria condizione esistenziale. Fata Morgana ripropone l’epocale migrazione meridionale nel nord dell’Italia, e precisamente nella Milano dei primissimi anni sessanta, attraverso scene di miseria, disperazione e rabbia che il cinema italiano, con i capolavori di Visconti, Monicelli, Germi e Pasolini ha reso celebre e indimenticabile. Con Fata Morgana, le stagioni e i volti che ritrae, l’umanità che ci consegna e le suggestioni che suggerisce, finisce il viaggio in quell’Italia che seppur oggi dimenticata, continua a vivere nascosta e mimetizzata.

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