Abusi sul bimbo. Non una, decine di volte

Interrogata in carcere la madre-omicida

Dopo l'interrogatorio di Simona D'Aquino in carcere, l'avvocato che la difende riferisce alcuni particolari emersi durante il suo racconto. In quella casa-scuola, il suo bambino sarebbe stato vittima di violenze decine di volte

Nella casa-scuola di Parabita, dove frequentava il doposcuola, il bimbo sarebbe stato molestato decine di volte. E’ emerso questo durante l’interrogatorio della madre, Simona D’Aquino, 33 anni, di Casarano, in carcere per aver ucciso, in un raptus di rabbia, la maestra di doposcuola, Jole Provenzano, e per aver ferito gravemente il marito di lei, Luigi Compagnone, colpevole in prima persona, secondo quanto la donna riferisce, di aver abusato del suo bambino. Parla Luigi Corvaglia avvocato che difende la D’Aquino, e con la voce rotta riferisce solo alcuni dei particolari dei quali è venuto a conoscenza dai racconti della donna. Ad esempio che Luigi Compagnone si affacciava alla balaustra della scuola e chiamava il piccolo per nome chiedendogli di allontanarsi con lui; che il piccolo, a quel punto, chiedeva il permesso alla maestra e che questa glielo concedeva e, a volte, assisteva pure alle molestie. La donna dice di essersi pentita del gesto che ha compiuto; il suo legale chiederà che le vengano accordati gli arresti domiciliari.

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