Il silenzio stampa di Oronzo Limone

L'ex Rettore spiega le sue scelte

Oronzo Limone, ex Rettore dell'Università del Salento si esprime con una lettera di spiegazioni in merito alla decisione di mantenere il silenzio stampa durante le vicende che lo hanno coinvolto

di Oronzo Limone* La decisione di mantenere il “silenzio stampa” nel processo mediatico che in molti casi ha finito per spettacolarizzare i fatti, più che informare sull’autentica lettura delle vicende, è stata una scelta non facile assunta solo per rispetto a quell’istituzione che ho servito e governato per sei anni ed in cui credo più di prima. Per non coinvolgere l’Università del Salento, ho sentito il dovere di rassegnare le dimissioni, riservandomi di dimostrare nelle sedi opportune la mia estraneità ai fatti imputatimi. Alla vigilia delle elezioni rettorali ho il dovere verso me stesso e verso l’Università del Salento di non accettare provocazioni, neppure quelle che vengono da presunti amici, frequentatori assidui della saletta d’attesa del rettorato. Però mi sembra opportuno e giusto chiarire la mia posizione, mentre qualcuno fa cenno a “voci” di vario tipo. Nessuno faticherà ad immaginare quante voci io abbia potuto ascoltare in sei anni di rettorato, voci su tutto e su tutti e che solo la stanchezza di questi ultimi mesi mi impedisce di garantirne il ricordo. Sento allora il dovere di comunicare a tutti che, per quanto riguarda la campagna elettorale, non tifo per nessuno. Ho già avuto occasione di dirlo ai non pochi, preziosi amici autenticamente e sinceramente tali, che mi onoro di avere e che in questi mesi mi hanno chiesto talvolta pareri ed opinioni sulla campagna elettorale da semplice elettore, con una privilegiata conoscenza di uomini e cose. Nei prossimi giorni mi recherò per una conferenza nell’ Università di Al Quds di Gerusalemme, dove sono stato invitato ad illustrare l’esperienza del IV Settore ISUFI sul “Patrimonio Culturale”, nella sua attuale mission e so di non poter garantire il mio voto a tutte le tornate. Tutti gli attuali candidati direttamente o indirettamente hanno condiviso con me le politiche di sviluppo dell’Ateneo, sia come Presidi sia come delegati, ma ho voluto che la fase “nera” dell’Ateneo, che mi auguro finisca il 26 ottobre, ricadesse solo su di me. Tutti gli attuali candidati sono meritevoli di apprezzamento per il coraggio e l’abnegazione dimostrata nello “scendere in campo” in un momento così difficile per l’Università italiana e soprattutto sono tutti capaci potenzialmente di reggere un sistema complesso come l’Università del Salento che, per fortuna, limita notevolmente l’autonomia del Rettore assegnando ad organi collegiali, a commissioni consultive e ad organi di controllo il compito di predisporre qualsiasi delibera. *ex Rettore Università del Salento

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