Sanita'. Addio ai precari

Maniglio: “Entrano in ruolo nella Asl di Lecce 878 lavoratori”

Rimosso il blocco delle assunzioni per i precari della Sanità pugliese. La Giunta regionale dà attuazione all'articolo 30 della legge proposta dal capogruppo dei Ds Antonio Maniglio. In Provincia di Lecce saranno stabilizzati 640 infermieri, 39 autisti del servizio 118 e 107 ausiliari. In Puglia, ad ottenere un posto fisso saranno in tutto 4500 operatori sanitari

Quasi novecento operatori sanitari salentini passano dalla precarietà al lavoro stabile. Il provvedimento di stabilizzazione approvato dalla Giunta regionale lunedì scorso (delibera n.1657), infatti, interessa ben 878 lavoratori della provincia di Lecce e precisamente 640 infermieri, 39 autisti del servizio 118 e 107 ausiliari. In Puglia, ad ottenere un posto fisso sono in totale 4500 operatori sanitari. I requisiti per la stabilizzazione sono l’anzianità di servizio di almeno tre anni già maturata o da conseguire nel quadriennio 2007-2010 e l’assunzione tramite procedure di natura concorsuale. La Asl di Lecce, quindi, al pari della altre aziende sanitarie pugliesi, dovrà al più presto adottare il piano di stabilizzazione e trasmetterlo alla Regione. A rassicurare i precari della sanità leccese, però, c’è anche un’altra buona notizia: sono oltre mille i “posti vacanti” presenti nella pianta organica della Asl di Lecce, un numero nettamente superiore a quello dei lavoratori da assumere. In questo modo il governo regionale si prepara a mettere fine alla vertenza del personale precario della sanità pugliese. A sbloccare una situazione divenuta particolarmente pesante a causa del blocco delle assunzioni verificatosi negli anni passati al fine di contenere la spesa sanitaria, è stata l’attuazione della legge regionale sui precari (art. 30 legge reg.10/2007) proposta dal presidente del gruppo consiliare Ds alla Regione, Antonio Maniglio. “Il blocco delle assunzioni operate in passato dalla giunta Fitto-Palese – spiega Maniglio – aveva costretto le Asl ad assumere infermieri e ausiliari a tempo determinato, con incarichi semestrali, creando disfunzioni nei reparti ospedalieri e alimentando incertezza e precarietà tra i lavoratori. Nella provincia di Brindisi, in particolare, la Asl è rimasta sprovvista di personale infermieristico, perché molti lavoratori hanno preferito assumere un incarico a tempo pieno altrove. Oggi si mette un punto fermo a questa situazione grazie all’azione congiunta dei governi nazionale e regionale. Nel profluvio di parole che si abbattono sul tema sanità adesso c’è un fatto incontestabile che risolve il problema di 878 famiglie salentine e di 4500 famiglie pugliesi che possono contare su un lavoro stabile. E ciò è semplicemente la concretizzazione degli impegni assunti dal centrosinistra con i pugliesi”. “L’emendamento che ho presentato a livello regionale, che poi è diventato l’articolo 30 – prosegue – non faceva altro che recepire i contenuti della legge Finanziaria 2007 e dava tempo alla Giunta regionale di presentare, entro luglio 2007, il piano di stabilizzazione. I tempi si sono protratti perché la delibera è stata discussa con i sindacati e contiene un passaggio che va oltre la norma nazionale che parla di aver accumulato i tre anni di servizio entro il mese di settembre 2006. Nella norma regionale, si apre uno spiraglio anche per coloro che accumuleranno i tre anni di rapporto precario dal 2007 al 2010. È un’ottima notizia per tutti i precari della sanità pugliese che da molti anni sono in attesa di concorsi che, dopo il blocco delle assunzioni, non si sono più fatti. Adesso, infatti, la Asl di Lecce, sulla base dei parametri della delibera, elaborerà un piano di stabilizzazione quadriennale”.

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