Netturbini a braccia incrociate

Lo sciopero dei lavoratori e i debiti del Comune

Paolo Perrone, sindaco di Lecce, blocca lo sciopero dei netturbini dell'Aspica, versando loro l'ultima mensilità arretrata. Questi ritornato al lavoro, ma il Comune è ancora debitore alla società di 4 milioni di euro. Dei quali vuole corrispondere solo la metà

Avevano minacciato che sarebbero rimasti a braccia incrociate fino a quando non avessero loro corrisposto l’ultima mensilità di stipendio. Hanno le idee chiare e sono determinati i netturbini della Aspica, società che gestisce la pulizia a Lecce. In sciopero, ieri mattina, proprio di fronte alla sede della Prefettura. I 150 operai dell’azienda si rivolgono soprattutto a Paolo Perrone, sindaco di Lecce. Il Comune è infatti debitore, nei confronti dell’Aspica, di circa quattro milioni di euro. Perrone, dal canto suo, assicura che il problema verrà affrontato e certamente risolto con il coinvolgimento di tutte le parti interessate al dialogo e mette sul tavolo i primi 300mila euro. Che serviranno come soluzione tampone, solo per gli stipendi dei lavoratori. Dei restanti 4 milioni di euro l’amministrazione comunale è intenzionata a versare sono la metà. Domani, in un vertice in Prefettura, Comune e Aspica si confronteranno sul caso e formalizzeranno diritti i doveri.

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