Perrone. “Una scuola che traghetti verso un posto di lavoro”

Il saluto del sindaco a tutti gli studenti

Ormai il nuovo anno scolastico è partito per tutti. Ecco cosa ne pensa il sindaco di Lecce Paolo Perrone

Ci sono inevitabilmente sempre le stesse sensazioni all’inizio di un nuovo anno scolastico. Da una parte l’entusiasmo genuino di chi avvia per la prima volta l’avventura o di chi la riprende, dall’altra le legittime preoccupazioni ed i timori che accompagnano in generale il funzionamento del sistema. Sia l’una che l’altra specie di sensazioni derivano tutte dalla coscienza dell’importanza dell’istituzione scolastica, mattone fondamentale per la crescita individuale del cittadino e sentiero irrinunciabile di costruzione e difesa dei valori dello Stato e della società. Perché vale ancora la solidissima verità che la scuola, insieme alla famiglia, sono gli scheletri della formazione e della crescita dell’individuo, sia nei rapporti interpersonali, sia in quelli sociali e civili. Forse anche per questo il primo giorno di scuola coinvolge ed emoziona tutti, anche chi non è direttamente interessato, chi non dovrà sedere tra i banchi o in cattedra, chi, come noi, ha responsabilità istituzionali e al mondo scolastico guarda con grande attenzione. Come amministrazione comunale vorremmo essere interlocutori costanti con il mondo scolastico, dialogare e confrontarci, impegnarci a fondo per quanto ci compete. Sappiamo che non può esistere un grande Paese senza una scuola che funzioni a dovere ed inevitabilmente, in questa prospettiva, ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte. Studenti, docenti, operatori, famiglie, politici ed amministratori. La considerazione che siamo obbligati a fare, però, e che ci preoccupa è quella relativa al duro contrasto tra l’importanza del funzionamento dell’istituzione scolastica ed i problemi che la attanagliano. In parte per carenze strutturali e mai risolte, in parte per la difficoltà di legare il sistema ai vertiginosi cambiamenti della società. Servono risorse, serve un grande ed efficace modello organizzativo, servono preparazione e competenza, servono, infine, l’adesione e la disponibilità degli studenti e dei genitori. La realtà, però, è fatta spesso di strutture carenti, di una precarietà perenne del corpo docente, di modelli didattici sempre sperimentali e provvisori, di libri e materiali che costano troppo, di comportamenti discutibili da parte di chi purtroppo ha perso fiducia nell’istituzione deputata alla trasmissione dei saperi e delle virtù. E’ difficile, ma occorre dare una sferzata di novità ed entusiasmo. L’ultimo capitolo del libro dei tentativi di riforma della scuola racconta di indicazioni verso una didattica che privilegi tabelline, grammatica, storia e geografia prima di internet, inglese ed impresa. Non sappiamo quanto sia azzeccata la scala delle priorità del Ministro Fioroni, ma con lui siamo decisamente d’accordo quando sceglie di perseguire i docenti “fanoni”. Sostanza a parte, anche solo come modello educativo per i ragazzi. A Lecce la situazione non è molto diversa da quella di qualsiasi altro posto d’Italia. Con le peculiarità che caratterizzano un territorio di periferia come il nostro, a cominciare da quelle di essere e sentirsi salentini e di avere la responsabilità di dover contribuire a far crescere innanzitutto il territorio che ci ospita. Con la logica del federalismo e dell’autonomia, bisogna fare i conti con uno spirito localistico che, anche per quanto riguarda la scuola, anzitutto non deve essere campanilismo. Auspico per tutti un anno positivo, un anno di grandi risultati, una stagione scolastica che a Lecce come altrove ci porti a superare almeno in parte le difficoltà esistenti. Credo che il miglior augurio che si possa fare agli studenti leccesi e forse a tutti quelli di un Mezzogiorno che se esiste ancora come etichetta probabilmente esiste ancora nei fatti è quello di seguire e completare un percorso scolastico che porti direttamente e senza compromessi e insostenibili sacrifici (come quello di dover essere costretti a trasferirsi altrove) al mondo del lavoro e della legittimazione professionale.

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