Musica, maestro

Due chiacchiere con Alex Basile, un giovane disk jockey proveniente da Roma

Alex Basile, ventunenne dal ciuffo nero che ricade sugli occhi e dal sorriso accattivante, studente in Marketing Pubblicità e Comunicazione alla LUMSA di Roma e figlio d‘arte. “Mi emozionano la presenza del pubblico, il contatto con la gente e le vibrazioni che la musica trasmette”

Torre Pali, pomeriggio di fine agosto. E’ il momento di fare due chiacchiere con un giovane disk jockey proveniente da Roma,di passaggio sulla costa salentina (appena svegliatosi: ore 16.00). Lieve inflessione dalle origini tarantine, Alex Basile, ventunenne dal ciuffo nero che ricade sugli occhi e dal sorriso accattivante, studente in Marketing Pubblicità e Comunicazione alla LUMSA di Roma e figlio d‘arte. Suo padre lavora nello stesso campo, ma con interessi del tutto diversi e gusti musicali differenti. In che cosa consiste il tuo lavoro? Fare il DJ significa creare sintonia con la gente e cercare di intrattenerla il più a lungo e il più piacevolmente possibile. Ma la parte più impegnativa e creativa sta nel lavoro di rielaborazione e produzione personale, una ricerca che può prendere anche fino a dieci ore al giorno. Vuoi dire che crei musica? Si, partendo dagli strumenti veri e propri si creano delle melodie che vengono registrate sul computer, modificate con varianti ed effetti inediti secondo uno stile personale. Quanto tempo dura un D.J. set e qual è la strumentazione necessaria? In media tre ore, tenendo conto che le discoteche sono aperte fino alle quattro, e a volte oltre. Uso tre piatti, tre CDJ e un mixer con una scatola effetti, e tanti tanti dischi. Quando hai cominciato questa attività e dove hai lavorato finora? All’incirca tre anni fa. Ho suonato in vari locali di Roma ( Mantra , Joia, Neutra , Fake, Goa, ) e del Salento; nei mesi di marzo e aprile di quest’anno ho lavorato a Miami in Florida, un’esperienza stimolante grazie alla quale ho potuto imparare tanto da chi, per me, può essere considerato un “maestro”. E nel Salento come hai trovato le discoteche e il pubblico? Una buona partecipazione di pubblico, un’organizzazione nel complesso soddisfacente. Quanto guadagna un DJ? Da 50 euro (per gli esordienti) fino alla cifra strabiliante di 45.000 a esibizione. Che tipo di musica suoni e che emozioni ti dà? Un’ elettronica sperimentale con influenze di tech house e suoni minimali. Mi emoziona la presenza del pubblico …il contatto con la gente e le vibrazioni che la musica riesce sempre a trasmettermi. Quali sono i tuoi progetti? il più immediato quello di andare al mare … ! Spero di laurearmi al più presto. Poi ritornerò a Miami per qualche tempo. Accarezzo l’idea di poter un giorno approdare a Berlino, che insieme a Londra, rappresenta il maggior punto di riferimento mondiale per la produzione di nuove tendenze. Un’evoluzione musicale che si diffonde poi nelle grandi città come Roma e Milano e da qui si dirama ( con un po’ di ritardo) nelle aree più periferiche.

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