Chiusura del laboratorio per le malattie dermoveneree. Poli critica

Necessità di prevenzione

“E’ stata una decisione affrettata e superficiale”. Adriana Poli Bortone, eurodeputata e coordinatrice di An in Puglia, condanna la decisione della Asl di Lecce. “La prevenzione – dice – non spetta solo ai privati”

“Vorrei ricordare al direttore sanitario della Asl di Lecce che la sua difesa d’ufficio è generosa, ma poco veritiera nei fatti”. Questa la critica di Adriana Poli Bortone, deputata del Gruppo Uen al Parlamento europeo e coordinatrice di Alleanza Nazionale in Puglia, ai vertici della Asl di Lecce in riferimento alla decisione di chiudere il laboratorio per le malattie dermoveneree. “C’è da ricordare – puntualizza – che la legge 833 è del 1978, cioè di circa 30 anni addietro, quando il fenomeno migratorio non era ancora iniziato né si era ancora manifestato nella sue reale portata. E’ a tutti noto, infatti, che alcune malattie (tubercolosi, dermoveneree) che sembravano definitivamente debellate in Italia, sono ancora presenti purtroppo perché reintrodotte da popolazioni che hanno abitudini igienico-sanitarie e sessuali totalmente differenti dalle nostre. Pertanto nelle doverose misure di accoglienza da parte degli Stati europei deve esserci anche un capillare progetto di prevenzione che nel caso citato da Sanapo non può essere affidato esclusivamente al privato proprio in considerazione dei soggetti cui si rivolge. Le Asl e la Regione Puglia, così teoricamente sensibili nei riguardi dei problemi socio-sanitari e dell’immigrazione, non possono esimersi dal fare queste valutazioni prima di decidere la chiusura di un laboratorio essenziale sul territorio in termini di prevenzione. Peraltro – conclude Poli Bortone – in sede di Parlamento europeo proprio oggi è stato sollevato il problema del Governo italiano che ad oggi non ha ancora versato la sua quota (260 milioni di euro) all’Unione europea per la lotta all’Aids e alla Tbc, il che la dice lunga sulla presunta sensibilità dei Governi nazionale e locale della Sinistra”.

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