Cassonetti incendiati. Siamo a quota 19

Probabile fenomeno di emulazione alla base delle fiamme

Due percorsi per le indagini: penale e sindacale-amministrativo. Ma non è ancora stato appurato che gli incendi dei cassonetti siano collegati alla vertenza dei dodici lavoratori Aspica in attesa di assunzione

Non è detto che gli incendi dei cassonetti che si sono verificati sabato scorso a Lecce (e che portano a quota 19 il numero dei raccoglitori dati alle fiamme) siano collegati alla vertenza dei dodici lavoratori dell’Aspica che attendono di essere impiegati dall’azienda che si aggiudicherà l’appalto dei servizi aggiuntivi di nettezza urbana. E non è detto che non abbia influito neanche un po’ sull’accaduto il fenomeno dell’emulazione. Certo è che le indagini seguono due percorsi: quello penale e quello sindacale-amministrativo. Per quel che riguarda quest’ultimo, in Prefettura nei giorni scorsi si sono tenuti degli incontri per cercare una mediazione fra le parti con lo scopo di smorzare le tensioni seguite alla constatazione dell’Aspica di avere un numero di dipendenti superiore a quello necessario per svolgere i servizi appaltati dall’Ato. A febbraio, all’epoca delle minacce al manager dell’azienda, si parlava di un esubero di 33 operai.

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