Casarano in consiglio. L’Irpef passa

Giunge a conclusione il dibattito sulla nuova imposta

Con undici voti favorevoli ed otto contrari, il consiglio comunale di Casarano ha approvato venerdì sera l’introduzione dell’addizionale comunale Irpef per l’anno in corso. La proposta di Gabriele Caputo, vicesindaco, ha creato dissensi nell’opposizione ed ha spaccato la stessa maggioranza

Dopo un’intera giornata di discussione, venerdì sera il consiglio comunale di Casarano ha approvato, con undici voti a favore e otto contrari, l’introduzione dell’addizionale comunale Irpef per l’anno in corso. La nuova tassa comunale, determinata nella misura dello 0,60%, sarà applicata su tutti i redditi prodotti dai residenti nel Comune di Casarano al 1° gennaio 2007. L’assemblea cittadina, inoltre, ha respinto la proposta dei consiglieri di minoranza di abbassare l’Ici allo 0,5‰ , confermando, invece, le aliquote in vigore l’anno scorso. Nel dettaglio, sull’addizionale Irpef hanno votato a favore i consiglieri: Remigio Venuti (sindaco), Sasà Stanca, Mario Turco, Rocco Greco e Antonella Barlabà (Ds); Fernando Venuti, Santo Malagnino, Giorgio Mazzeo, Antonio Maggio, Emanuele Rausa e Paolo Zompì (Margherita). In sostanza, tutti i rappresentanti della maggioranza di centro-sinistra tranne Amedeo Sabato (Udeur), che ha votato contro la delibera insieme ai consiglieri di opposizione: Giampiero Marrella, Luigi Bartolomeo e Antonio Gatto (Forza Italia); Francesco Ferrari (Udc); Attilio De Marco (Venti di Libertà); Leda Schirinzi e Francesco Capezza (Casarano Amica). Non si sono espressi sulla determinazione della nuova tassa, perché assenti al momento della votazione, Claudio Bastianutti (An), che si era dichiarato contrario, e Gianfranco Morgante (Ds), favorevole. Il dibattito sull’addizionale Irpef, che costituiva la vera novità del bilancio di previsione 2007, è stato molto accesso e, a tratti, nervoso. La contrapposizione tra maggioranza ed opposizione è stata, infatti, piuttosto netta, ma anche tra esponenti della stessa maggioranza ci sono stati momenti di tensione, come quello tra il sindaco e il consigliere Greco. L’assessore al Bilancio, Gabriele Caputo, nel presentare la proposta, ha spiegato che l’introduzione della nuova tassa è stata necessaria perché “l’ente deve fare affidamento, dopo anni di accertamenti fiscali, su entrate strutturali”. L’assessore ha osservato che l’ente, non applicando l’addizionale in questi ultimi anni, “ha fatto risparmiare ai cittadini circa tre milioni di euro” ed ha sottolineato che “i contribuenti che hanno un reddito fino a 8mila euro annui non pagheranno l’addizionale”. Caputo, inoltre, ha elencato una serie di iniziative tendenti a razionalizzare la spesa, condizione chiesta da Ds e Margherita per il voto favorevole. L’opposizione ha evocato l’immagine dell’ente che “toglie i soldi dalle tasche dei cittadini” (Marrella), ma anche sul “fare cassa agendo sulla pressione fiscale” (Bastianutti). L’esponente di An, inoltre, ha elencato diversi capitoli di spesa dove era possibile tagliare, in modo da evitare l’introduzione dell’addizionale. De Marco ha sfidato i colleghi della maggioranza a “spiegare ai cittadini, uscendo da quest’aula, quello che gli avete fatto”. Capezza, infine, ha evidenziato i vuoti tra il pubblico, sintomo di una città indolente anche di fronte a scelte che avranno effetti diretti sull’economia delle famiglie.

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