Filanto. Primo sciopero

In 300 si astengono dal lavoro. L’azienda cerca una soluzione

200 lavoratori della Filanto sono interessati, da alcuni mesi, da periodi di cassa integrazione ordinaria. Gli incentivi sono scaduti per i 60 operai della Filanto, mentre sabato scadrà la cassa integrazione ordinaria per i 130 della Labor di Patù

Primo storico sciopero dei lavoratori del Gruppo Filanto. Ieri mattina più di 300 operai (secondo fonti sindacali) delle società “Labor”, “Tecnosuole”, “Zodiaco” e “Filanto spa”, hanno manifestato davanti ai cancelli dell’azienda calzaturiera, nella zona industriale, astenendosi dal lavoro. Il motivo dell’iniziativa di lotta, decisa durante l’assemblea dei lavoratori del 4 aprile scorso, è il mantenimento del livello occupazionale del gruppo. Lo sciopero, però, proclamato ad oltranza, è stato già sospeso, anche se con riserva, nella stessa mattinata di ieri dopo un incontro tra le parti. L’azienda, infatti, ha accettato di trattare a condizione che lo stato di agitazione venisse sospeso. Questo pomeriggio è in programma un incontro forse decisivo per l’esito della vertenza. La giornata del 10 aprile 2007 potrebbe diventare una data importante per la storia del Salento, e della città in particolare. E’ infatti la prima volta, come si sottolinea da fonti sindacali, che alcune centinaia di lavoratori scioperano per difendere il proprio posto di lavoro. Anche 5 anni fa gli operai della Filanto si astennero dal lavoro, ma si trattava di uno sciopero generale e l’azienda, anche se contraria, si dimostrò tollerante. I primi scioperanti si sono radunati vicino ai cancelli della fabbrica fin dalle prime ore del giorno, intorno alle 6:30. Insieme ai 190 lavoratori in cassa integrazione da vari mesi (60 della Filanto; 130 della Labor), c’erano diverse decine di operai che hanno rifiutato di entrare in fabbrica per solidarietà verso i colleghi. L’azienda, invece, ha parlato solo di “un gruppo di lavoratori”. Al di là delle versioni sulla partecipazione, il fatto importante è che le parti alla fine si sono incontrate. Già alle ore 7:30, infatti, i tre responsabili delle associazioni di categoria – Giuseppe Guagnano (Filtea), Antonio Riccardo (Femca) e Franco Nastrini (Uilta) – e le rappresentanze aziendali del gruppo sono state convocate dai vertici della Filanto. E’ stato un incontro-fiume durato oltre 5 ore che si è concluso alle 13 con un aggiornamento programmato oggi pomeriggio (ore 16) sempre nella sede dell’azienda nella zona industriale. Per il gruppo al tavolo dei negoziati erano presenti Antonio Filograna-Sergio, presidente del Consiglio d’Amministrazione di “Filanto spa”; Patrizia Filograna, vice presidente del CdA; il dirigente Gigi Preite e, per l’Assindustria, Angelo Costantini. Nel corso della riunione è intervenuto anche il cav. Antonio Filograna che, in precedenza, aveva arringato i manifestanti davanti ai cancelli, spiegando le ragioni della sua azienda. Alla fine del vertice, visto lo spiraglio che si era aperto, per i rappresentanti sindacali non è stato difficile convincere i lavoratori a sospendere lo stato di agitazione. “Dobbiamo sottolineare l’apertura dell’azienda – osserva Riccardo – credo che si tratti di un passo importante perché abbiamo riscontrato una disponibilità a trovare una soluzione sul mantenimento dei livelli occupazionali”. Se ci saranno sviluppi positivi per i lavoratori bisognerà aspettare l’esito dell’incontro di questo pomeriggio. La risposta: “Evitiamo le proteste” “Si tenga un comportamento costruttivo e si evitino ipotesi estreme di protesta, perché una soluzione si troverà, anche se dettata dal mercato”. Il Gruppo Filanto chiarisce la propria posizione e reagisce con vigore allo stato di agitazione proclamato da Filtea, Femca e Uilta e alla manifestazione di protesta dei suoi dipendenti davanti ai cancelli dell’azienda. Quello che è accaduto ieri mattina, davanti all’ingresso della sede del gruppo, “desta stupore, perplessità e meraviglia” si legge in comunicato stampa che i vertici della fabbrica di calzature casaranese hanno diramato ieri sera al termine dell’incontro avuto con i rappresentanti delle associazioni sindacali di categoria. Ribadendo quanto già comunicato il 5 aprile scorso, l’azienda di Antonio Filograna, “alla luce del gesto tenuto davanti agli stabilimenti della Filanto da parte di un gruppo di lavoratori in forza ad aziende del comparto calzaturiero di Casarano per asserita solidarietà rispetto a coloro che a rotazione sono in cassa integrazione ordinaria, è costretta a rimarcare ancora una volta le proprie determinazioni, in coerenza e trasparenza al proprio comportamento. L’accaduto – prosegue la nota – finisce infatti solo con l’esasperare i toni della vicenda, poiché non apporta alcun utile contributo alla soluzione dei problemi occupazionali che la società ha da sempre affrontato attraverso il dialogo e, negli ultimi anni, anche con lo strumento della concertazione. Ed invero, la società – ribadisce l’azienda – in coerenza con il proprio passato, opererà anche questa volta con senso del dovere e della responsabilità per rispetto nei confronti di tutti i lavoratori, cercando di dare soluzioni in armonia con l’attuale situazione di mercato. Riteniamo pertanto opportuno – continua la nota – che tutti quanti tengano, come in passato, un comportamento costruttivo, evitando in futuro di abbracciare ipotesi estreme di protesta. Sessant’anni di storia industriale – conclude l’azienda – sono infatti il sacrificio nono solo del suo fondatore e della storia della Filanto, ma anche e soprattutto di generazioni di lavoratori che hanno nell’insieme fatto progredire questa nostra terra salentina, spesso dimenticata”. Ricordiamo che lo stato di agitazione è stato deciso per salvaguardare il posto di lavoro. Da diversi mesi, infatti, circa 200 lavoratori del Gruppo Filanto sono interessati da periodi di cassa integrazione ordinaria. Gli incentivi sono già scaduti per i 60 operai della “Filanto”; mentre scadrà sabato prossimo la cassa integrazione ordinaria per i 130 lavoratori della “Labor” di Patù.

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