Parco eolico ad Ugento. Si ribella Casarano

L’impatto ambientale dell’energia alternativa

21 pale alte circa 120 metri l’una in un’area vasta 400 ettari. Il Comune di Ugento ha deliberato di realizzarlo nel territorio compreso tra le strade provinciali per Casarano e per Taurisano. Ma i casaranesi non ci stanno

La collina della Madonna della Campana e le Serre salentine potrebbero essere interessate da un pauroso impatto ambientale a causa di un parco eolico, formato da ben 21 pale alte circa 120 metri, previsto da un progetto che il Comune di Ugento ha recentemente deliberato. Il 17 marzo scorso, infatti, il consiglio comunale ugentino ha approvato l’atto con il quale autorizza una multinazionale del settore ad installare le pale eoliche in un’area di circa 400 ettari, tra le provinciali per Casarano e per Taurisano. Una cosa mai vista nel Salento che gli amministratori ugentini hanno pensato bene di prevedere in una zona lontana dal loro centro abitato e, soprattutto, dalle località balneari. La notizia del futuro parco eolico così vicino alla città ha messo in allarme molti casaranesi. Tra i primi a reagire alla notizia, alcuni ex assessori ed esponenti della società civile (Luigi Fattizzo, Leonardo Colella, Giovanna Riso, Gianni Bellisario, Marilena Giannuzzi, Tonino Fabiano, Ugo Barletta, Ilaria Cavalera) che hanno scritto una lettera al sindaco di Casarano, Remigio Venuti, affinché si faccia promotore di iniziative che impediscano l’installazione delle pale eoliche e porti nelle sedi politiche ed istituzionali le ragioni del territorio. “L’insensatezza del progetto – si legge nella missiva – appare subito evidente in quanto, al di là di ogni altra e non meno importante considerazione, il sito in oggetto è del tutto inadeguato: si tratta infatti di una zona scarsamente ventilata, ubicata tra la collina della Madonna della Campana a tramontana e le Serre di Ugento a sud. Per risolvere il problema – osservano i cittadini – la multinazionale ha previsto delle torri eoliche alte ben 120 metri. E’ del tutto evidente l’enorme impatto ambientale che tale progetto arrecherebbe non solo al territorio di Ugento ma a tutta l’area che insiste sui tre comuni interessati dal progetto: Ugento, Casarano e Taurisano. In numerose iniziative e convegni svolti nel nostro comune – prosegue la lettera – spesso si è messo in evidenza che una valida alternativa alla crisi del settore calzaturiero potesse essere rappresentata dalla promozione del nostro territorio in chiave culturale e turistica ed attraverso lo sviluppo di strutture turistiche che ben si sposano con le peculiari caratteristiche del nostro territorio: i bed and breakfast, che ultimamente proprio a Casarano hanno avuto un notevole sviluppo, ne sono un importante esempio. Questa scelta scellerata di optare per i mostri di acciaio – prevedono i firmatari – rischia davvero di compromettere irrimediabilmente la naturale vocazione al turismo del nostro territorio che ormai non riguarda solo le marine ma anche tutto l’entroterra salentino. Non si comprende perché non si scelgano forme meno invasive di energia alternativa, come ad esempio quella solare capace di sfruttare le tante ore di sole di cui beneficiamo ogni giorno per la maggior parte dell’anno. Sono maturi i tempi per trattare problematiche di gestione del nostro territorio in chiave sovracomunale poiché – conclude la lettera – riteniamo che quello che succede nel territorio di Ugento non riguardi solo gli ugentini ma anche noi”.

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