Che inverno è senza Sanremo

Il copione è sempre quello: Baudo-Hunziker, cantanti emergenti e cantanti affermati (il più delle volte dimenticati)

Affrettatevi ad uscire dal lavoro e tornate a casa in tempo. Oggi non si esce. In tivù danno Sanremo. Quest’anno non ho voluto rovinarmi la sorpresa con le indiscrezioni del pre-gara. Mi gusterò tutto dal tepore del mio divano, con copertina sulle ginocchia e occhio critico per il look delle star

Quest’anno non ne so niente. Non ho seguito (mea culpa!) i retroscena, né i retropalco, né mi sono informata sulle indiscrezioni da abito-acconciatura-make up della conduttrice e delle vallette, se vallette ci saranno. Ciò che ho sentito dire è che il compenso per la coppia Baudo-Hunziker ha scatenato le polemiche. E che neanche Bonolis, uno dei più pagati nella storia del festival, ha ricevuto tanto. E va bene. Ma se non c’è Sanremo, che ne è del nostro inverno? Facciamo rientrare le polemiche e pensiamo un po’ a come sarebbe grigia la nostra serata di oggi se ad aspettarci a casa,di ritorno da una giornata di lavoro faticosa, non ci fosse lui, il festival di Sanremo, l’evento degli eventi. E finalmente è tornato. Immaginate. Tornate a casa affamati e sfiniti; aprite il rubinetto della doccia e mentre l’acqua si scalda e il vapore sale, accendete la tivù. In sottofondo, mentre vi concedete al gettito caldo dell’acqua che scorre, si sente quella musica che viene dalla cucina e che ormai fa parte della nostra cultura. Provate a canticchiarla, poi per giorni non ve ne libererete. “Parappa pappa papà, parappa pappa papà” e poi, fatevi travolgere dal crescendo di emozioni che culmina nel motto finale “Perché Sanremo è Sanremo”. E come negarlo? Sanremo è Sanremo. Poi, dopo la doccia, ancora con l’accappatoio addosso, concedetevi una cena leggera ma gustosa e, intanto sistematevi di fronte allo schermo. Baudo è sempre lui. Anzi è ringiovanito. La Hunziker è sempre lei. Le canzoni in gara, pure. Ci saranno Al Bano (dico per dire; la butto lì; come vi dicevo, quest’anno non mi sono informata), ci sarà la Tatangelo e ci saranno le nuove proposte. Emozionatissime. Tristissime, nella loro ricerca del look giusto, mix tra trasgressivo (e sennò che nuova proposta sei?) ed new chic (Sanremo è Sanremo, mica ti presenti così, come fosse un posto qualunque; è richiesto l’abito scuro). E poi alla fine, di tutti i motivetti, tutti uguali, che hai sentito, non te ne ricordi nemmeno uno. Ti ricordi il vestito della Hunziker, però. E che cosa c’è di male? Io Sanremo lo guardo per questo.

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