Verso il politecnico delle arti, un incontro con Rotundo

Rotundo all’accademia di belle arti di Lecce parla del ruolo della cultura e dell’arte nelle trasformazioni della città, con particolare riferimento all’ipotesi di lavoro di costituire a Lecce il politecnico delle arti

Il tour di consultazioni di Antonio Rotundo, candidato a sindaco di Lecce per l’Unione, è proseguito nei giorni scorsi con l’incontro tenutosi presso la sede dell’accademia di belle arti di Lecce per discutere del ruolo dell’arte nelle città

Lunedì 15 gennaio Antonio Rotundo, candidato a sindaco di Lecce per l’Unione, ha tenuto un incontro presso l’accademia di belle arti di Lecce per promuovere il suo programma elettorale e per parlare del ruolo della cultura e dell’arte nelle città. Ne hanno discusso con il candidato a sindaco per l’Unione, Giacinto Leone, direttore dell’accademia di belle arti di Lecce, Giuseppe Schiamone, presidente dell’accademia, ed Antonio Farì, componente del consiglio accademico del conservatorio. Al termine dell’incontro Antonio Rotundo ha affermato che: “l’incontro rientra nel giro di consultazioni e di concertazione con le forze essenziali che ritengo debbano essere poi chiamate a realizzare il grande cambiamento per la città di Lecce. La svolta consiste in questo: nel chiamare la città ad autogestirsi ed autogovernarsi. Alla base di questo obiettivo non può che esserci un programma condiviso ed è del tutto evidente che, chiamando nella consultazione insieme accademia di belle arti e conservatorio, ho pensato a due strutture essenziali per la città strutture di alta formazione a cui non si può non attribuire un ruolo centrale in tale progetto. Il limite della politica in questi anni – ha continuato con convinzione Antonio Rotundo – è stato proprio quello dell’autoreferenzialità: la svolta a cui penso è determinata dal grado di condivisione del progetto da parte di queste forze. – Il candidato sindaco ha inoltre chiamato in causa un documento preparatorio del marzo del 2004 sottoscritto dalle due istituzioni che contiene un’idea, quella del politecnico delle arti, un’idea – alla quale intendo interessarmi, chiamando a intervenire anche altri livelli istituzionali, affinché l’idea si traduca in realtà. Ritengo infatti che la costituzione di uno spazio interdisciplinare sia importante per la definizione e la crescita dell’identità culturale della città, nella convinzione che il politecnico delle arti sia un’idea non solo teoricamente felice, ma anche in grado di offrire prospettive e gratificazioni ai nostri giovani artisti e a anche di porsi come modello da seguire e da esportare”. L’iniziativa di Antonio Rotundo è stata particolarmente apprezzata all’accademia, infatti Schiamone, presidente dell’accademia ha rivolto al candidato sindaco per l’Unione parole di elogio. “Apprezziamo molto il metodo di Antonio Rotundo di costruire il programma passo dopo passo, consultando i cittadini e le varie anime che compongono la città. L’accademia di belle arti di Lecce non è insensibile all’idea di un dialogo con i governi del territorio, perché pensiamo di poter dare un contributo di valore , affinché l’arte non sia un privilegio di pochi ma possa diventare popolare, ovvero possa entrare nella vita della città”. Dello stesso avviso è Giacinto Leone, direttore dell’accademia di belle arti: “Innanzi tutto ringraziamo Rotundo per la sensibilità dimostrata verso la realtà da noi rappresentata. Non è facile che la politica ponga quest’attenzione, invertendo il metodo, partendo cioè dal basso. Vogliamo che Lecce da ‘città d’arte’ diventi ‘città dell’arte’, in quanto elemento fondamentale per il processo di trasformazione della città stessa. l’idea del politecnico non è quella di un mera istituzione di un luogo fisico, ma di mettere insieme le forze della città per un progetto comune. Speriamo di individuare gli spazi adeguati per rendere l’idea del politecnico una realtà presente a livello internazionale, affinché Lecce non sia più soltanto ‘Porta d’Europa’ ma il perno, il cardine attorno a cui far ruotare dinamiche culturali e sociali importanti. Un territorio può dirsi veramente autonomo quando ha le capacità progettuali: per far questo – continua ancora Giacinto Leone – servono progettisti. Noi quindi presenteremo i nostri documenti per contribuire alla costruzione del programma politico. Tra le nostre proposte c’è quella di costituire, di concerto con il conservatorio, la cittadella dell’arte che individuiamo proprio in questa sede di via Libertini. Antonio Farì, componente del consiglio accademico del conservatorio, afferma convinto “Vogliamo che l’attenzione delle istituzioni verso l’arte non sia identificata con l’acquisto di un prodotto o con il finanziamento di un singolo evento. Non chiediamo di comprare l’arte, ma di creare le condizioni per dare indipendenza alla produzione dell’arte, attraverso la creazione di situazioni e luoghi condivisi nella città stessa. Lecce ha moltissimi talenti, ad esempio, che però non trovano le opportunità per esprimersi. per questo occorre da parte delle istituzioni individuare delle buone azioni di intervento, una serie di strumenti come le borse lavoro. Quando Rotundo parla di autogoverno della città credo che si stia riferendo proprio a questo.

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