Acqua: un diritto per tutti

Il coordinamento nazionale dei piccoli comuni s’impegna allo scopo di garantire 50 litri d’acqua al giorno per tutti

L’acqua è un bene che rientra nella sfera dei diritti umani. Al contrario, nel mondo così come in Italia, diventa sempre più un diritto negato. A tal proposito il coordinamento nazionale dei piccoli comuni s’impegna affinché non diventi merce sacrificata dalla privatizzazione

L’acqua è un bene che appartiene alla sfera dei diritti umani, nonostante ciò nel mondo così come in Italia, l’acqua diventa sempre più un diritto negato, un bene che troppo spesso viene mercificato. Il coordinamento dei piccoli comuni si impegna a tutti i livelli per fermare la mercificazione dell’acqua contrastando il processo di privatizzazione di servizi idrici locali con prese di posizione (mozioni, ordini del giorno, delibere, ricorsi) sulle decisioni in corso a livello nazionale ed internazionale (Parlamento, G8, Wto). Inoltre lo stesso movimento dei Piccoli Comuni si fa portatore presso la pubblica opinione di una continua opera di sensibilizzazione non solo sulla gestione idrica a livello locale ma anche sulle decisioni in corso a livello nazionale ed internazionale che possono avere ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini. “Gli Enti Locali, gli Ato e le rispettive Aziende di Gestione del Servizio Idrico – afferma Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento nazionale piccoli comuni Virgilio – riconoscano nei rispettivi regolamenti il diritto per ogni cittadino alla disponibilità gratuita di 50 litri di acqua potabile al giorno attraverso la presa a carico della collettività dei costi relativi via la fiscalità generale e/o specifica. Il che –continua il portavoce dei piccoli comuni – comporta il divieto di interruzione dell’erogazione del servizio idrico agli utenti morosi per motivi di indigenza. I programmi di investimento – conclude Virgilio Caivano – devono mirare a garantire prioritariamente l’accesso all’acqua come bene primario dei cittadini, con particolare attenzione alle utenze residenziali di prima abitazione. Meno poltrone, meno consorzi, meno missioni milionarie e più acqua libera per tutti”.

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