Perrone: “Rotundo inesatto sui conti del Comune”

La replica di Paolo Perrone ad Antonio Rotundo

Tutta una serie di affermazioni di Antonio Rotundo, candidato sindaco al Comune di Lecce per l’Unione, relativi alla situazione economica dell’ente non corrisponde a verità. Lo afferma Paolo Perrone, candidato primo cittadino per la CdL, che smentisce, punto per punto, le dichiarazioni del diessino

“Al netto delle bugie, Rotundo ed i suoi compagni di viaggio dimostrano di non conoscere cifre e documenti sulla situazione economica e finanziaria dell’ente. Nelle sue parole, le inesattezze si sprecano”. Così Paolo Perrone, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Lecce, replica ad Antonio Rotundo, candidato sindaco dell’Unione, dopo le dichiarazioni sulla condizione dei conti del Comune di Lecce. Non corrisponde alla realtà, infatti, secondo Perrone, l’affermazione secondo cui l’operazione di cartolarizzazione servirebbe all’amministrazione comunale per rimpinguare le casse dell’ente, dal momento che allo stato attuale figurano oltre 27 milioni di euro di attivo, che hanno generato entrate aggiuntive per oltre un milione di euro. La presenza di interessi attivi, quindi, esclude qualsiasi tipo di difficoltà di cassa, secondo quanto afferma Rotundo. “Bastava leggere con più attenzione – evidenzia il vice sindaco dal capoluogo salentino – la bozza di bilancio consegnata al gruppo dei Ds in consiglio comunale per riscontrare queste cifre ed evitare di travisare la realtà”. E non corrisponde a verità nemmeno l’affermazione secondo cui la cartolarizzazione sarebbe stata approntata e decisa solo in sede di giunta, dal momento che la giunta stessa ha solo stabilito lo step attuativo che prevede il passaggio in consiglio comunale per l’approvazione dell’intera operazione e del relativo regolamento. Peraltro, la delibera contiene l’allegato con tale indicazione. “Anche in questo caso – prosegue Perrone – bastava la lettura integrale dei documenti, cioè della più volte citata delibera di giunta nella sua interezza e non solo nella intestazione”. Occorre chiarire poi che la messa in vendita di alcuni degli immobili di proprietà dell’ente, non è un indicatore di sofferenza economica. “Semplici nozioni di economia aziendale – continua – sono sufficienti a capire che un’analisi del rapporto tra costi e benefici induce alla dismissione di alcuni beni come soluzione economicamente vantaggiosa rispetto al mantenimento”. Ulteriore inesattezza contenuta nella presa di posizione di Rotundo è rappresentata, secondo il vicesindaco di Lecce, dal convincimento espresso circa lo sforamento del patto di stabilità da parte del Comune. “Tutto falso anche questo – rincara Perrone -; il patto è stato rispettato, ed il prospetto dal quale si evince questa situazione è stato presentato con largo anticipo sui tempi. L’ente è tra i primi e tra i pochi ad aver rispettato tutti e quattro gli obiettivi del patto di stabilità 2006. Rotundo, poi, dovrebbe spiegarci su cosa la Corte dei Conti dovrebbe pronunciarsi entro il 30 marzo. Un’altra valutazione di natura politica – conclude – ci viene naturale. Non capiamo, infatti, perché i criteri di Rotundo valgano per noi e non per gli altri. Perché un organo terzo dovrebbe valutare i conti del Comune di Lecce? Perché una necessità di questo tipo non vale per altri enti? Dov’era il deputato Rotundo quando a Palazzo dei Celestini c’è stato il passaggio di testimone tra Ria e Pellegrino? Il Presidente uscente non aveva lo stesso obbligo di consegnare al successore una situazione chiara e trasparente? Non ricordo che all’epoca Rotundo lo abbia chiesto. In tutta questa vicenda – è la riflessione finale del vice sindaco Perrone – c’è una sola verità: noi consegniamo alla nuova consiliatura, nonostante investimenti e l’attività svolta che è sotto gli occhi di tutti, un Bilancio sano e integro nella leva finanziaria, pur avendolo ricevuto dal centrosinistra pieno di debiti fuori bilancio (come ad esempio la transazione Saspi) e senza alcun investimento per lo sviluppo.”.

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