De Cristofaro: “Ombre sull’Università”

L’Ateneo di Lecce nel mirino

Il tema è ancora l’Università di Lecce. Ma stavolta si parla della costruzione di uno studentato da 600 posti letto. Per la quale il Comune di Lecce, secondo le accuse del candidato sindaco di An, avrebbe predisposto un bando pubblico “su misura” per la So.ce.go.

Ritorna a tuonare Mario De Cristofaro, candidato sindaco al Comune di Lecce (An) e ritorna a farlo su un tema scottante: la casa dello studente, da lui ribattezzata “casa dei sospetti”. Ancora una volta, bersaglio di De Cristofaro sono Università e Comune. Secondo l’esponente di An, ci sarebbero “strane coincidenze, ombre grandi quanto una casa, chissà quali affari dietro gli atti pubblici” relativi alla costruzione di uno studentato da 600 posti letto. Un grande alloggio per universitari da realizzare ex novo, “nonostante – dice De Cristofaro – l’esistenza di strutture già esistenti ed inutilizzate”, con il Comune che lo scorso 4 agosto avrebbe licenziato un bando costruito “per premiare un progetto preparato dalla società So.ce.go. di concerto con l’Inail quale ente di investimento”. Insomma, il Comune avrebbe predisposto il bando già pensando al progetto della So.ce.go. Coinvolti in questo affare, il Comune di Lecce, l’Ateneo salentino, l’Edisu, firmatari di un protocollo d’intesa per i nuovi alloggi universitari, e la So.ce.go. Spa. Insomma, non si finisce di indagare sull’Università di Lecce e le sue presunte irregolarità relative al Polo Umanistico che già De Cristofaro butta altra carne al fuoco. Minacciando, peraltro, di ricorrere, anche per questa questione, alla consegna di un esposto che documenti per filo e per segno la vicenda. Iniziata, a quanto sostiene, nel 2002. E intanto, mente denuncia e fa riflettere su strane “coincidenze”, il candidato di An invita gli altri due candidati al Comune di Lecce a sedere attorno ad un tavolo per delineare li linee di sviluppo della nuova città. Che privilegi “l’acquisizione, la ristrutturazione, il recupero e l’utilizzo di ciò che già esiste anziche favorire l’edificazione di strutture ex novo”.

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