Punta Perotti a Gallipoli

Presto nascerà nel comune salentino un’altra Punta Perotti destinata ad essere una caserma dei carabinieri, ma il Ministero della Difesa non ne è a conoscenza

Avete presente Punta Perotti a Bari? Ebbene, nonostante la promessa di tutte le autorità che non ne sarebbero sorte altre in Puglia, ne sta nascendo invece una nel Salento. A Gallipoli, per la precisione

Punta Perotti a Gallipoli. Non è uno scherzo, si tratta di un edificio di quattro piani, di proprietà di un privato, la Maya srl, che sarà destinato a caserma di carabinieri e che sorge proprio sul mare, in zona sottoposta a vincolo dal Putt e che il Prg di Gallipoli ha destinato a suolo agricolo mentre il Pug in fase di approvazione prevede che sia suolo destinato alla costruzione di parcheggi a raso. La vicenda è presto raccontata, ma per ulteriori ragguagli potete rivolgervi a Italia Nostra, al Comune di Gallipoli, alla Soprintendenza di Bari o di Lecce, alla Regione, al Tar di Lecce. Nel 2002 la Maya, proprietaria di un suolo proprio sul mare, nella zona d'ingresso a Gallipoli, chiede al Comune la concessione edilizia per costruire un edificio di quattro piani. E la chiede, la concessione, nonostante il terreno in questione si agricolo sottoposto a vincolo paesaggistico: ma, dicono alla società, siccome hanno intenzione di destinare quell'edificio a caserma dei carabinieri, il vincolo può essere aggirato. Ma serve, per questo, una deroga della Giunta Regionale, oltre al parere positivo della Soprintendenza. Chiedono il parere alla Soprintendenza di Bari ma il soprintendente Jacobitti risponde negativamente. Allora si ignora la Soprintendenza di Bari e ci si rivolge a quella di Lecce, sottordinata rispetto a quella di Bari, dove Antonio Bramato dà parere positivo, pur sottoposto ad una serie di condizioni. Tanto basta al Comune di Gallipoli per rilasciare, nel 2003, la concessione edilizia che consente alla Maya di cominciare a tamburo battente i lavori. A questo punto interviene la Regione che rileva la violazione dei vincoli e del Putt e chiede al Comune di ritirare la concessione, ripristinando lo stato dei luoghi. Il Comune ( nel frattempo lascia il tempo necessario alla ditta di finire il rustico), avvia la procedura di ritiro della concessione. Contro questa decisione, la Maya adisce le vie legali e va al Tar. Ma al Tar ci va anche Italia Nostra di Gallipoli, con lo studio Pellegrino, che si affianca al Comune. E la giustizia dà ragione al Comune di Gallipoli e ad Italia Nostra, respingendo il ricorso della Maya. La novità ora, maturata non si sa come, è che la Regione è tornata sui suoi passi. L'assessora Barbanente ha proposto in giunta e fatto approvare una delibera che dà parere positivo alla prosecuzione dei lavori, nonostante le palesi contraddizioni con quanto stabilisce la legge nazionale e quella regionale sul Putt e che si leggono nella stessa delibera della giunta Vendola, pubblicata sul Bur del 16 novembre scorso. Già prima del 16 novembre, il 23 ottobre il Comune di Gallipoli ha provveduto ad avviare la procedura per rilasciare la concessione. I lavori intanto sono ripresi. Come promemoria, il Putt stabilisce che solo su richiesta del ministero della difesa, per opere che riguardano quel ministero, si possa derogare al vincolo; e bisogna dimostrare che l'opera non si può assolutamente costruire altrove perchè non ci sono altri siti disponibili. Così in tutto il territorio di Gallipoli l'unico sito in cui si può costruire un edificio che il proprietario dice sarà destinato a caserma dei carabinieri (in tutto questo il ministero della difesa non c'entra mai) è in riva al mare. E se poi i carabinieri non dovessero accettare quel palazzo per loro caserma? I proprietari, nei ricorsi al Tar ed agli enti preposti hanno assicurato che si tratta di opere temporanee che, eventualmente, saranno adeguate alle compatibilità ambientali. A Gallipoli si protesta. Non si capisce perchè la Regione ha cambiato idea, nè perchè la Barbanente ha dato il via libera. Ma è certo che si tratta di un'altra Punta Perotti, su cui peraltro il Tar aveva detto no.

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