Lo strano caso di una farmacia

Dallo scorso luglio la città di Casarano ha una farmacia in meno

Chiude una farmacia a Casarano, lasciando scoperto un intero quartiere. I cittadini si lamentano, e si rivolgono anche ai dirigenti del servizio farmaceutico di Bari, chiedendo che venga ripristinato il servizio al più presto

Dal mese di luglio scorso la città di Casarano ha una farmacia in meno. La quinta farmacia di via Alpestre, infatti, con grande sorpresa dei cittadini e della stessa amministrazione comunale, ha improvvisamente interrotto il servizio. La titolare dell’esercizio, la dottoressa Maria Pompea Lamendola, ha chiuso e si è trasferita in provincia di Brindisi. Essendo vincitrice di concorso anche in quella provincia, la dott.sa Lamendola ha fatto valere l’opzione per la titolarità di una sede in un comune brindisino che nel frattempo si era resa vacante. Palazzo dei Domenicani, però, ha già sollecitato una soluzione presso la Regione, ma al tempo stesso sta sondando il terreno per verificare se ci sono le condizioni per rivendicare il diritto di prelazione. Gli abitanti della zona a nord-est della città, che si estende intorno ai vecchi stabilimenti “Capozza”, in passato avevano lottato per ottenere una farmacia vicina, ricorrendo anche alla petizione popolare. Quando si pensava che la situazione fosse ormai definitiva, ecco che tutto si rimette in discussione e, anzi, si perde un servizio essenziale a causa di una strana norma. La farmacia non è un negozio normale perché la sua gestione viene assegnata per concorso. Si diventa farmacisti nello stesso modo in cui uno diventa impiegato pubblico. Succede che il farmacista, per essere sicuro, partecipa a più concorsi e capita che ne vinca più di uno. E’ quello che è accaduto alla dott.sa Lamendola che prima sceglie la sede di Casarano e poi, per avvicinarsi a casa, opti per un’altra sede. Il caso della chiusura della quinta farmacia è stato sollevato anche in Consiglio Comunale nella seduta del 31 ottobre scorso. In quell’occasione, il rappresentante di An, Claudio Bastianutti, ha chiesto notizie al sindaco, Remigio Venuti, e ha lanciato la proposta di istituire una farmacia comunale. “Pochi giorni dopo la chiusura – ha affermato il sindaco – sono intervenuto sul servizio farmaceutico regionale allo scopo di accertare se c'erano le condizioni perché il Comune esercitasse il diritto di prelazione per l'apertura di una farmacia comunale”. “Mi è stato risposto – ha proseguito Venuti – che quella farmacia è stata già messa a concorso e quindi verrà assegnata a chi segue in graduatoria nel concorso”. Diritto che, a cinque mesi di distanza, non è stato ancora reclamato. Palazzo dei Domenicani, però, continua a lavorare con l’intento di esercitare il diritto di prelazione. “Nei giorni scorsi – rivela Venuti – sono stato personalmente a Bari per verificare se ci sono le condizioni. I dirigenti del servizio farmaceutico mi hanno detto che il caso è controverso e che si sono riservati di approfondire la questione. Noi, tuttavia – conclude il sindaco – siamo pronti e stiamo lavorando per questo obiettivo”.

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