Nardò. Nuova sede per l’associazione italiana persone Down

Più che una casa-abitazione. Un luogo per crescere insieme

E’ stata inaugurata lo scorso sabato la nuova sede dell’associazione italiana persone Down. Nata grazie al forte contributo del territorio. Primo obiettivo, sviluppare negli ospiti la “coscienza di lavoratore”

E’ stata inaugurata lo scorso sabato a Nardò (in piazza Caduti di via Fani, presso lo stabile già sede del mercatino comunale della zona 167) la nuova sede dell’associazione italiana persone Down – onlus , dove troveranno svolgimento le attività istituzionali e la gestione di un centro socio-educativo per le persone affette da sindrome di Down. I locali del centro, di proprietà comunale, sono stati ristrutturati grazie al notevole sostegno economico assicurato dal Lions Club di Nardò con il supporto dei Club del distretto 108 Ab “Apulia”. Il centro diurno sarà un luogo dove, a modello di una “casa-abitazione”, verranno realizzate le attività indirizzate all’autonomia personale e sociale: è prevista inoltre l’attivazione dei corsi di formazione-lavoro. “Quello che noi cerchiamo di realizzare – sottolinea Maria Teresa Malignano, presidente dell’associazione – è un percorso che porti ad acquisire la ‘coscienza di lavoratore’, una serie di modelli comportamentali da utilizzare nei vari ambiti e contesti lavorativi in cui troveranno collocazione i ragazzi. Si cerca di accompagnarli in un percorso per diventare grandi, nel rispetto delle esigenze legate alla loro età cronologica. Non si può più pensare alle persone con sindrome di Down soltanto come a degli ‘eterni bambini’, ma possiamo vederli proiettati in una vita adulta in un ambiente più rispettoso del loro progetto di vita”. Nella ricerca dei fondi necessari alla ristrutturazione della nuova sede per l’attivazione del Centro Diurno, si sono svolte numerose manifestazioni di solidarietà e raccolta fondi organizzate dalle scuole cittadine e dalle associazioni di Nardò e del territorio.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!