Di Pietro – piccoli Comuni: scontro sulla finanziaria

Di Pietro scrive ai Piccoli Comuni sui costi della politica e delle Istituzioni

Antonio Di Pietro, ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti, risponde a Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento nazionale dei piccoli Comuni, che aveva inviato una lettera ai segretari dei partiti politici nazionali in merito alla legge finanziaria varata dal governo Prodi

Antonio Di Pietro, ministro per le infrastrutture ed i trasporti e leader indiscusso dell’Italia dei valori, risponde alle sollecitazioni del coordinamento nazionale dei piccoli comuni, che aveva inviato una lettera ai segretari dei partiti politici nazionali per una legge finanziaria attenta ai piccoli comuni e soprattutto sensibile ad una doverosa riflessione sui costi della pubblica amministrazione e della politica. Antonio Di Pietro, ha subito risposto al coordinamento, affermando che: “la situazione dei conti pubblici italiani è molto grave e per restare al passo dei Paesi UE il risanamento deve passare anche attraverso la riduzione dei costi della pubblica amministrazione e su una sua maggiore efficienza. I risparmi si possono ottenere, da subito, attraverso specifici provvedimento legislativi. Il primo di questi – continua ancora il ministro – è una legge per l’abolizione delle province, spesso serbatoi di voti per i partiti e ’altro, e l’accorpamento dei piccoli comuni, almeno fino a raggiungere il numero di 5.000 abitanti. Oggi i comuni sotto i 5.000 abitanti sono ben oltre 5.000, la maggior parte in Piemonte e in Lombardia, su un totale di poco più di 8.000. La struttura attuale in Stato-Regione-Provincia-Comune – ribadisce il leader dell’Italia dei valori – con l’aggiunta delle comunità montane è costosa, macchinosa e quindi lenta nell’attuare decisioni anche importanti per i cittadini. In particolare l’eccessivo frazionamento dei comuni non consente una politica coordinata del territorio e moltiplica i costi di sindaci, consiglieri comunali, assessori, impiegati comunali e degli stessi edifici pubblici, e questo si riflette – conclude nella sua lettera inviata al coordinamento nazionale piccoli comuni Antonio Di Pietro – nella difficoltà per questioni di budget a fornire un adeguato ritorno in servizi del prelievo fiscale. Per questo è necessario pensare ad un nuovo approccio alle politiche locali privilegiando il cittadino alla macchina burocratica, anche se questo potrà costare la perdita di qualche rendita di posizione”. Non si è fatta attendere la risposta di Virgilio Caivano, portavoce del coordinamento nazionale dei piccoli comuni facendo notare al ministro per le infrastrutture che “la posizione del coordinamento dei piccoli comuni è nota. Occorre chiudere e pure rapidamente le province, le comunità montane, le ASI, i consorzi di bonifica, dimezzare le AUSL, tagliare il numero dei consiglieri regionali e dei parlamentare. Per non parlare dei ministeri e dei sottosegretari. Un numero davvero folle, unico in Europa. – afferma con convinzione Caivano – Per quanto riguarda i piccoli comuni siamo perfettamente in linea sul taglio delle giunte comunali e sul dimezzamento pieno dei consigli comunali. La nostra speranza è l’unione dei servizi intercomunali, – prosegue nella sua risposta il portavoce del coordinamento – attraverso la gestione associata. Siamo fortemente contrari all’accorpamento dei piccoli comuni dal punto di vista amministrativo perché riteniamo la figura del Sindaco indispensabile per quanto riguarda l’identità stessa dell’Italia che ha proprio nei “Municipi” la ragione fondante. La nostra convinzione – conclude Virgilio Caivano -è che bisogna ritornare a pensare al municipalismo sturziano, in un rinnovato popolarismo, fortemente legato ad un sano principio di solidarietà e sussidiarietà”.

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