Il jazz nel sangue

Intervista a Raffaele Casarano, sassofonista. Ma musicista a 360 gradi

“Locomotive”, il gruppo del quale fa parte, richiama l’idea di viaggio inaspettato e dalla meta sconosciuta. “Legend”, il primo cd da solista, è tutto un programma. I successi, quelli già raggiunti e quelli inseguiti, di Raffaele Casarano, venticinquenne sassofonista di Sogliano Cavour

di Flavia Serravezza Un talento jazz tutto salentino. Il sassofonista Raffaele Casarano, 25 anni, di Sogliano Cavour, è uno dei fiori all’occhiello del Conservatorio di musica “Tito Schipa” di Lecce, dove si è diplomato nel luglio 2004. Proprio con l’orchestra sinfonica del Conservatorio, diretta da Massimiliano Carlini, Raffaele ha confezionato il suo primo cd da solista, “Legend”, prodotto dalla Dodicilune records, scritto con il gruppo Locomotive e che vede l’importante collaborazione di Paolo Fresu, uno dei più apprezzati interpreti del mondo jazzistico internazionale. Nuovi progetti musicali in cantiere, anche grazie alla collaborazione della Provincia di Lecce. Ma partiamo dall’inizio. Raffaele, da dove viene la tua passione per il sax? “Avevo sette anni. Un amico di famiglia mi ha fatto ascoltare un disco di Charlie Parker, un grande sassofonista americano. Sono rimasto subito affascinato dal suo jazz e da quello strumento a me sconosciuto fino a quel momento e dal suono così vibrante. Dopo un anno, con un sax tra le mani, ho deciso di mettermi a studiare musica, spinto anche dalla tradizione musicale della mia famiglia. Ho approfondito gli studi con il mio maestro, Fabio Sanmarco, poi mi sono diplomato al Conservatorio di Lecce, mentre continuavo ad esibirmi con quartetti e quintetti jazz in alcuni locali del Salento”. Dopo tante collaborazioni, il primo cd solista. Com’è nato il progetto Legend? “E’ nato innanzitutto dalla formazione, nel 2004, del quartetto Locomotive (si pronuncia in inglese) con Ettore Carucci al piano, Marco Bardoscia al basso, Alessandro Napolitano alla batteria ed io, alto e soprano sax. Il gruppo è nato in vista di un concerto al Sounds jazz club di Bruxelles, quello che ha visto passare le leggende del jazz, per intenderci. Il nome del quartetto, infatti, non è casuale. ‘Locomotive’ rappresenta l’idea di partire per una meta lontana, che sembrava irraggiungibile fino a poco tempo prima. Che poi si è rivelata tappa importante di un viaggio musicale tutto da scoprire. Speriamo che le stazioni in cui si fermerà il nostro treno siano ancora tante”. Che effetto ti ha fatto suonare, a soli 23 anni, in uno dei più importanti jazz club del mondo? “Siamo partiti per Bruxelles nel mese di gennaio 2005. Faceva freddissimo. Arrivato lì, mi sono guardato intorno. Alle pareti c’erano appesi i quadri dei grandi artisti della musica jazz. Ho avuto subito voglia di tornare a casa. Che ci faceva lì, un perfetto sconosciuto? E pensare che prima di noi, nella rassegna, hanno suonato i grandi Dave Liebman, Paolo Fresu, Rosario Giuliani. Io e gli altri ragazzi del quartetto Locomotive abbiamo dato il massimo per fare una bella performance. La stampa straniera ci ha ben accolto. Il brano ‘Rue de la Tulipe’ che si trova all’interno di Legend, prende il nome dalla via di Bruxelles in cui si trova il Sounds jazz club. Era d’obbligo dedicarne uno a quell’esperienza, dove il nostro progetto musicale, in fondo, ha avuto inizio”. Poi l’incontro con Paolo Fresu. Legend, il primo brano che dà il titolo al cd, è dedicato al fortunato evento. “Sì, infatti. Ho incontrato Paolo nella stazione Sant Lazar di Parigi. Faceva freddissimo. Non so perché, ma gli incontri più importanti li faccio sempre a temperature molto basse. La stazione era semivuota. Quando ho visto Paolo mi sono avvicinato subito a lui. Mi sono presentato e gli ho lasciato un demo del quartetto registrato in cinque ore. Credo che gli sia piaciuto molto, perché da quell’incontro è nata la collaborazione per il mio primo disco. Non me l’aspettavo proprio. Per alcuni brani del cd, poi, ho pensato di inserire un quartetto d’archi. Il Conservatorio di Lecce si è dimostrato molto sensibile alla mia proposta e ha deciso di partecipare alla registrazione dei pezzi con l’intera orchestra sinfonica. Legend cerca di unire due culture musicali, per dare vita ad una fusione originale tra musica classica e jazz”. Nel 2003 sei stato ospite del disco 000577 dei Negramaro, nella canzone “Gommapiuma”. Proprio come la tromba di Paolo Fresu in “Solo per te”, sempre dei Negramaro. Hai intenzione di fare nuove incursioni nel mondo pop/rock? “Sono sempre stato un musicista a 360 gradi. Vengo da un’esperienza musicale che affonda le radici nel genere etnico. Vivendo nel Salento mi sono piacevolmente scontrato con i diversi generi che caratterizzano la nostra terra. Quest’anno, ad esempio, con i Buena Vista Social Club, ho aperto il concertone finale della Notte delle Taranta. Per il genere pop/rock, la collaborazione con i Negramaro, che si sono distinti nel panorama musicale nazionale e internazionale, è stata un onore. Non ne escludo altre. Ovviamente io appartengo al jazz e cerco, nel mio piccolo, di estendere questo genere ad un pubblico sempre più numeroso”. La collaborazione con Fresu continuerà? “Sì. A febbraio partiremo per fare alcuni concerti insieme in Europa. Paolo, poi, sarà ospite della seconda edizione del Locomotive jazz festival di Sogliano Cavour, di cui sono il direttore artistico e il 14 dicembre riceverà, sempre a Sogliano, la cittadinanza onoraria. Le istituzioni salentine ci stanno dando un grande mano per la realizzazione dei nostri progetti musicali. L’organizzazione del festival è affidata al Centro studi Musicaltra di Lecce. Insieme ci siamo posti l’obiettivo di dare a jazzisti e musicisti salentini l’opportunità di confrontarsi con la grande realtà musicale, per non fare del Salento solo un contenitore che ospita importanti artisti di passaggio”. Quali sono i tuoi progetti futuri? “Fortunatamente sono tanti. Tra i più importanti c’è una produzione discografica con un grande musicista jazz, Gianluigi Trovesi. Un progetto che prevede un confronto diretto tra due realtà musicali apparentemente molto distanti, il jazz e la taranta. Senza tentativi di contaminazione modaiola di generi musicali diversi. La Provincia di Lecce si farà anche promotrice di questo progetto. A febbraio, poi, torneremo a Bruxelles per presentare Legend. In cantiere c’è anche la realizzazione di un quintetto jazz e una collaborazione con un’importante etichetta discografica del mondo jazz. Per saperne di più basterà seguire le tappe della nostra locomotiva”. Per maggiori info: www.raffaelecasarano.com

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