Napolitano, imputato con dieci imprenditori

A febbraio la prima udienza

Truffa solo tentata ma non consumata. Ne risponderanno Napolitano e dieci imprenditori della provincia di Lecce

La truffa con il credito di imposta sarebbe stata solo tentata. E le responsabilità degli imputati dovranno emergere dal dibattimento processuale. Lo ha stabilito il gup Nicola Lariccia al termine dell’udienza preliminare che ha visto imputati il consulente aziendale Gianfranco Napolitano di Lecce e dieci imprenditori con l’accusa di aver costituito dieci società il giorno stesso in cui vennero richiesti allo Stato complessivamente 80 milioni di euro con finanziamenti previsti dal credito di imposta. Di questo Gianfranco Napolitano e i dieci imprenditori risponderanno davanti al giudice monocratico della seconda sezione penale a partire dalla prima udienza fissata per l’8 febbraio. Il consulente aziendale è imputato in qualità della “Servizi Italia” che deteneva il 50 per cento del capitale sociale di ogni sodalizio e risponderà di tentata truffa in concorso e continuata con Loredana Tornese di Lecce (amministratore di “Icea-Industria componenti edilizia e arredi”), Salvatore Guglielmo di Otranto (“Pegaso”), Mirco Manciulli di Ugento (“Atlantis”), Annunziata Cursano di Cerfignano (“Athena”), Giovanna De Leo di Lecce (“Generali Costruzioni”), Diego Napoletano di Lecce (“Manufacturing corporation”), Igor Napoletano di Lecce (“Hector Villane”), Antonio De Vitis di Ruffano (“International Manufactoring”), Maria Rita Cassone di Cavallino (“Ares”) e Luciano Campobasso di Lecce (“Progetto Edilizia”). Il pm Tramis aveva contestato loro la truffa sia tentata che consumata. E il gup Lariccia dopo le udienze di venerdì e di ieri ha stabilito che l’ipotesi di reato contestata fosse rimasta solo a livello di tentativo. L’ipotesi accusatoria sostiene che gli imputati avrebbero simulato l’operatività delle società che invece sarebbero state solo “fantasma” in quanto prive di strutture e di reddito di impresa.

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