Più competenze ai piccoli comuni

Una legge regionale per i piccoli Comuni della Campania

Il coordinamento nazionale dei piccoli comuni italiani chiede a gran voce alla regione Campania una legge che regoli le competenze per materie come sicurezza, scuola e sanità

Il Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni italiani (trentamila adesioni on-line in Italia e nel mondo), impegnato in una poderosa opera di sensibilizzazione della politica italiana e della pubblica opinione per evitare che un patrimonio immenso di valori, sapori e saperi, vada irrimediabilmente perduto, sostiene la necessità che le Regioni italiane si dotino di leggi regionali, per le materie di propria competenza costituzionale come scuola, sicurezza sociale, sanità, mirate espressamente ai piccoli Comuni. Alcune Regioni del Sud come la Puglia ed il Lazio sono in una fase molto avanzata dell’iter legislativo e si apprestano a varare misure importanti per le piccole comunità locali. Di particolare pregio la legge regionale pugliese che risponde perfettamente alle legittime istanze delle famiglie che vivono nei piccoli Comuni, soprattutto quelli montani e delle aree interne. Il Consiglio Regionale della Campania, una Regione che conta 268 piccoli Comuni, pur avendo varato misure interessanti a sostegno delle piccole comunità locali,accusa un doloroso ritardo per quanto concerne una legge regionale a sostegno dei piccoli Comuni fino a tremila abitanti. La Regione Campania con la legge per le piccole comunità locali, orienta la propria attività normativa ed amministrativa alla semplificazione degli adempimenti e degli obblighi posti in capo ai Piccoli Comuni; promuove ed incentiva la gestione al fine di favorire il processo di riorganizzazione sovracomunale dei servizi, delle funzioni e delle strutture; sostiene l’iniziativa dei piccoli Comuni, volta ad introdurre nuovi modelli organizzativi legati alle-governement ed alla realizzazione di sportelli multifunzionali. Inoltre, grazie a questa legge è possibile sostenere i piccoli Comuni nel reperimento delle risorse per la redazione di progetti comunitari, adottare adeguate misure in favore dei cittadini residenti al fine di contrastare i fenomeni di spopolamento ed abbandono del territorio, sostenere gli interventi a favore dell’occupazione e dell’imprenditoria, in particolare quella giovanile e femminile, nell’ambito dello sviluppo locale, valorizzare e salvaguarda le identità culturali delle popolazioni, nonché le produzioni tipiche dell’agricoltura e dell’artigianato locale, favorire l’attivazione, anche in via sperimentale, dei servizi di telemedicina a fronte di assegnazione di risorse aggiuntive statali e comunitarie ed infine sostenere l’innovazione tecnologica e l’utilizzo di fonti energetiche alternative nei territori dei Piccoli Comuni. I Piccoli Comuni della Campania e del Mezzogiorno in generale, possono vincere la sfida del domani se messi nella condizione di valorizzare al massimo i propri talenti. Contro il declino economico. Contro il degrado ambientale, l’impoverimento sociale che soffoca ed umilia le genti campane. Reagire si può. La Campania dei piccoli Comuni può farcela con tutto il Sud se punta all’eccellenza, mettendo insieme l’elettronica avanzata e la qualità del paesaggio, l’innovazione ed il patrimonio storico, i centri di ricerca ed i prodotti tipici. La Campania dei piccoli Comuni può trasformarsi in un luogo di successo, a patto che si costituisca una rete di qualità dal basso, dal territorio, utilizzando gli strumenti della creatività, della coesione sociale e della valorizzazione della tradizione. Solo così la Campania ed il Mezzogiorno d’Italia potranno competere nella sfida globale.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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