Barbara Toma al CRT

Freedom, il nuovo lavoro della coreografa salentina, apre la stagione del Teatro milanese

La nuova stagione teatrale del CRT di Milano si è aperta il 24 ottobre scorso con Freedom. Potremo ammirare il nuovo spettacolo della danzatrice e coreografa Barbara Toma, il 14 e 15 novembre presso i Cantieri teatrali Koreja a Lecce

La nuova stagione teatrale del CRT Teatro dell’Arte di Milano si è aperta il 24 ottobre con Freedom, uno spettacolo incentrato sulla libertà dell’espressione che porta le coreografie di Barbara Toma e Valentina Sordo (in scena fino al 29 ottobre). L'artista salentina Barbara Toma, come in tutti i suoi lavori, parte dal personale per arrivare al collettivo, intrecciando la ricerca coreografica alla altrettanto dettagliata ricerca drammaturgica e teatrale, cercando di cogliere quel mix incredibile di drammaticita` e poesia, comicita` e nonsense che solo la vita vera riesce a raggiungere. Così è anche per Freedom: uno spettacolo sulla follia e sulle sue implicazioni emotive e sociali. Chi, oggi come ieri, soffre di disturbi psichici, rimane isolato e lasciato in balia di se stesso e dei suoi cari, senza assistenza e protezione. Freedom denuncia questa condizione e punta il dito sullo stigma che porta con se` una persona con problemi gravi come la schizofrenia. Le scelte scenografiche e stilistiche potenziano il senso dell'opera. Barbara Toma danza in uno spazio minimo e ristretto per sottolineare la sensazione di soffocamento e la privazione della libertà, così come la scelta di lavorare a coreografie con ritmi serrati e continui cambi di velocita` e qualita` del movimento. Il pubblico si accomoda su due lati della scena, davanti e dietro i danzatori, mettendo gli spettatori gli uni di fronte agli altri, costretti a guardarsi in faccia durante tutto lo spettacolo, come per mettersi davanti allo specchio. I titoli scelti da Toma, come tutti i suoi spettacoli, brillano sempre per essenzialità: Freedom sembra una dedica a coloro i quali amano talmente la vita e la libertà da venire considerati pazzi.

Della stessa autrice: – KRUDA (2001) – Uno studio sulla solitudine e l’anonimato di essere donna. La testimonianza di un viaggio, un modo per attirare l’attenzione disperatamente, una forma d’egocentrismo, un assolo. – DOOD (2003) – La morte e i diritti del morente sono al centro di questo lavoro durissimo e intenso, in cui si capovolgono i luoghi comuni sul dolore e il senso della vita.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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