Premio Barocco. Rotundo non lo vuole

Rotundo interroga la Poli sull’utilità dello spostamento del Premio Barocco a Lecce

Il candidato sindaco dei Ds al Comune di Lecce guida un coro di no sul Premio Barocco nel capoluogo salentino: “Spesa eccessiva e manifestazione ormai svuotata del suo originario contenuto culturale”

In una lettera aperta inviata ad Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, Antonio Rotundo, candidato alla poltrona di primo cittadino del capoluogo salentino, esprime le sue perplessità sull’utilità dello spostamento del Premio Barocco da Gallipoli a Lecce, che costerà, nei prossimi tre anni, alla città salentina una spesa di 200mila euro per edizione. “Noi lo riteniamo un premio desueto ed inutile – ha scritto Rotundo -. Un evento straniato che non serve ambientare in un luogo, perché frustrata è l’immagine della città che lo ospita, che non è scenario ma mero contenitore di un evento televisivo, superficiale ed ameno. Riteniamo che la città di Lecce – ha proseguito – abbia necessità di un diverso approccio alla sua essenza culturale. Le prospettive sono aperte. Il prossimo esecutivo cittadino dovrà porsi il problema di esprimere una politica di cura e di attenzione nei riguardi del patrimonio di atti creativi che la città accoglie, avendo l’umiltà di riconoscere la qualità dell’agire che a Lecce, in questi lunghi anni di oscurantismo culturale ha trovato la forza di fiorire. Sino alla scadenza del suo mandato – si legge nella lettera – il sindaco Poli è chiamato a svolgere una funzione di garanzia, ed è necessario che in questa fase con prudenza guardi agli atti che compie. La delega alla cultura che da sempre ha scelto di voler mantenere è ufficio fondamentale di relazioni e di strategie, che non possono continuare a non attivarsi nei riguardi delle profonde necessità della città produttiva e creativa. Crediamo che alcuni veti, vizi del passato, vadano corretti, sanati. Ciò che va garantito e offerto alla città è un assessorato alla cultura, con referenti certi e disponibili all’ascolto. Attivo, con competenze operative, capaci di attenzione, di accudimento e di presenza. Che apra occasioni, che pienamente valorizzi i contenitori cittadini con una gamma di iniziative che sappiano riflettere sulla vitalità del territorio. Che si ponga il problema dell’arte e del reale agire dell’arte in questo territorio. Un compito di tutti – ha concluso Rotundo – che deve produrre una qualità di relazioni nuove, per poter garantire alla città e al Salento la bellezza che merita”.

[Le prime adesioni alla polemica di Rotundo giungono proprio dal mondo della cultura: Mauro Marino (operatore culturale), Francesco Maggiore (grafico), Ilaria Seclì (poetessa), Stefano Mencherini (giornalista), Valentina Sansò (grafico), Piero Rapanà (attore), Gianluca Camerino (regista), Roberto Guido (giornalista), Francesco Ferramosca (attore), Marcella Anglani (docente di storia dell’arte), Franco Ungaro (direttore artistico), Alessandra Guareschi (costumista), Silverio Tomeo (operatore culturale), Patrizia Rucco (coreografa), Antonio De Luca (artista), Silvia Lodi (attrice), Ippolito Chiarello (attore), Corrado Punzi (regista), Sergio Quarta (direttore artistico), Salvatore Tramacere (regista).]

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