Anche Lecce tra le grandi città.

Lavavetri affollano i semafori e si rischia spesso la rissa.

“Lavavetri ovunque Proteste e tensione” “Una sorta di 'esercito' presidia ormai tutti i più imporanti incroci della città. E spesso si rischia la lite. O addirittura la rissa” (Nuovo Quotidiano di Puglia pag.7 12/10/2006)

Anche Lecce arriva tra le grandi città europee. Inizia l'autunno e tra lo smog e il traffico compare il problema(?) dei lavavetri. Ricordo quando a Londra dieci anni fa mi stupii nel vedere che molti dei lavavetri (che li imperversavano già da un lungo periodo) erano cittadini inglesi che approfittavano di un lavoro che è sopratutto esentasse. Tornato a Milano lavoravo in un cambiavalute alla stazione centrale. Ogni sera si presentava un rumeno con fisarmonica, compagna e due figli che cambiava in marchi almeno centomila lire (cioè circa tremilioni al mese quando il mio buon stipendio non arrivava, anche se per poco, a due milioni). Suonava in metropolitana. Il problema sorge, come sempre, quando ci si scontra con la maleducazione. Dovrebbe infatti bastare un cortese “no,grazie” ad allontanare chi ci propone un servizio. Purtroppo spesso quest'ultimo insiste a lavare comunque il vetro nella speranza che poi gli venga riconosciuto qualche spicciolo. Azionare il tergicristallo non basta a evitare il problema perchè la nostra controparte si vede respinta malamente e se scontrosa può nascere la lite. Io uso un sistema che fino ad oggi si è dimostrato infallibile: fingo di rispondere al telefono! Questa 'mossa' accompagnata da un semplice no con la mano spinge il lavavetri verso le macchine seguenti conscio di non riuscire a catturare la mia attenzione. Provare per credere.

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