Sud e fondi strutturali: la strada per la ripresa

Le proposte di Enzo Amendola e Gianni Pittella per ottimizzare il sostegno dell’Unione Europea al Meridione

Enzo Amendola e Gianni Pittella: “Il Mezzogiorno è carente di infrastrutture. Occorre dunque investire, oltre che sulle infrastrutture immateriali (ricerca, formazione, istruzione, innovazione), anche su quelle fisiche, a cominciare dai porti, e poi su aeroporti, ferrovie ad alta velocità, autostrade”

Di Enzo Amendola e Gianni Pittella * In queste ore di preparazione della Finanziaria passa quasi inosservato il tavolo di concertazione tra Governo Prodi, le otto Regioni del Sud e le parti sociali. Un buon punto di partenza dopo anni di neocentralismo e burocrazia nella spesa, peraltro notevolmente diminuita, per gli investimenti al Sud. I tavoli di concertazione vertono su varie linee guida e su una riforma complessiva dei meccanismi e delle regole di programmazione tra Stato e Regioni meridionali. A questo processo di concertazione si lega il varo del nuovo quadro di interventi finanziato dalla Unione Europea su cui vogliamo soffermarci. E’ stato un mezzo miracolo l’aver ottenuto per il nuovo periodo di programmazione 2007-2013 un budget di fondi strutturali pari a 18 miliardi di euro per le sole regioni del Mezzogiorno. Dote di gran rilevanza a fronte del disastro che ci ha lasciato in eredità il Governo Berlusconi, sul piano dei conti pubblici, e che rende ancora più evidente l’importanza di utilizzare in modo virtuoso le risorse europee come ha sottolineato Prodi all’apertura della Fiera del Levante. Ora abbiamo l’imperativo categorico di spendere tutto e di spendere bene, finalizzando l’utilizzo delle risorse al grande obiettivo di fare del Mezzogiorno la piattaforma logistica del Mediterraneo. In vista del settennato 2007-2013 dovranno essere messe in atto iniziative volte a rafforzare la capacità delle amministrazioni di programmare, attuare e valutare gli interventi. Occorre superare ritardi considerevoli nella presenza di competenze specialistiche per funzioni di carattere tecnico-operativo. E’ urgente un adeguamento organizzativo della pubblica amministrazione reso necessario dal nuovo quadro di funzioni e ruoli per rendere più incisivo il contributo del partenariato economico e sociale al buon andamento dei programmi. La progettazione integrata 2007-2013 dovrà accrescere selezione e competizione sulla qualità dei piani di lavoro, aprirsi a soggetti forti esterni e centri di competenza nazionale, privati e pubblici e integrarsi con scale più elevate di programmazione, di area vasta, nazionale e internazionale. Occorrerà pertanto promuovere, con slancio e convinzione maggiore rispetto al periodo 2000-2006, la “governance” multilivello o di settore ed esperienze ancora più avanzate di partenariato pubblico-privato. Questo lavoro, naturalmente, può contribuire alla nuova “missione” che può svolgere il Sud nell’interesse dell’intero Paese e dell’Europa come piattaforma logistica del Sud d’Europa. Meno polverizzazione delle risorse e massima concentrazione sugli interventi coerenti con questa finalità strategica: questa è la strada per ottimizzare il sostegno importante e generoso della Unione Europea. *Responsabile nazionale DS per il Mezzogiorno e membro della Segreteria nazionale; relatore generale Bilancio UE 2006 e membro commissioni Bilancio ed Economica del Parlamento Europeo

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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