Poli: “Frisullo, amministratore miope e politico astuto”

Poli Bortone critica il governo regionale per il suo forzato controriformismo

Adriana Poli Bortone, coordinatrice regionale di An, critica i due disegni di legge regionali sui distretti produttivi e sul riordino dei consorzi aree di sviluppo industriale avanzati da Sandro Frisullo, vicepresidente della Regione, e auspica che Anci Puglia dia voce ai Comuni

“Se Frisullo pensava di sorprenderci con la controriforma dei consorzi Asi, evidentemente non ha ancora capito che ci siamo abituati alle politiche e alle strategie della Regione Puglia dell’era Vendola. Anzi, all’unica politica e strategia rintracciabile, quella di un controriformismo a tutti i costi rispetto alle scelte del passato. Un controriformismo inutile e banale. Perché, al netto dei proclami, l’assessore regionale allo Sviluppo economico ha prodotto un disegno di legge sui distretti industriali che considera come modello di riferimento il distretto produttivo del Nord Italia ed un disegno di legge sui consorzi per le aree di sviluppo industriale che ripropone i fallimentari carrozzoni del passato. E se nel primo caso è possibile rintracciare tracce di miopia amministrativa, nel secondo balza all’attenzione una certa astuzia politica. A che cosa serve, infatti, una ipotesi di distretto produttivo che non tiene conto degli strumenti di politica di sviluppo territoriale e quindi dei programmi e degli investimenti in corso, e che appare rigido rispetto ad una esigenza di governance che dovrebbe garantire la più ampia partecipazione nel distretto delle forze produttive, sociali e scientifiche del territorio? E soprattutto, come si fa a ‘pensare’ il contesto produttivo pugliese come uno qualsiasi di una regione settentrionale, che vanta esperienze e connotati del tutto differenti? Mi pare evidente che non si è stati capaci di disegnare un modello di distretto né efficace né tanto meno utile al sistema Puglia. Sulle Asi, invece, il peccato di Frisullo non è la vista corta, ma, anzi, la prospettiva lunga di ‘partitocratizzare’ i consorzi, creando una favorevolissima occasione per nuove ed onerose nomine a favore del ceto politico grazie alla riesumazione dei vecchi consigli di amministrazione. E poi, nel merito, i punti critici del progetto di legge sono numerosissimi. A cominciare dalla mortificazione del ruolo dei Comuni, passando per la seria possibilità di conflitti di competenze tra questi ed i consorzi, dal momento che è previsto che le aree siano individuate sia dagli strumenti urbanistici comunali sia dagli stessi consorzi, e finendo con la esplicita previsione del mancato accollo da parte della regione di alcun onere, pur esistendo una situazione debitoria diffusa dei consorzi. E mi permetto di ricordare che industriali, sindacati ed amministratori (anche di centrosinistra) pugliesi hanno già stroncato il progetto di Frisullo sulle Asi, riproponendo, volontariamente o meno, i contenuti della legge n. 2 del precedente governo regionale, provvedimento in grado di garantire la flessibilità e di gestire l’emergenza e spazzato via da questo disastroso disegno di legge. Nel nome del controriformismo a tutti i costi. Al di là di tutto questo, è necessario ed urgente che i Comuni possano riacquistare un ruolo di primo piano su questo tema. Peraltro, la perdurante e colpevole mancanza del consiglio delle autonomie priva gli enti locali di un ottimo terreno su cui discutere anche di distretti, consorzi e sviluppo economico. In ogni caso confido in Anci Puglia e auspico che possa assumere una posizione univoca sull’argomento. Gli enti locali devono avere voce in capitolo ed il loro ruolo deve essere esaltato. Naturalmente spero che l’improvvisa decapitazione del vertice regionale, con le dimissioni di Lamacchia, non comprometta nell’immediatezza questo percorso”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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