Allarme inquinamento

Contro lo smog estivo lo Sportello dei diritti propone una tassa d’incentivazione sui Cov

L’obiettivo è la riduzione dell’emissione nell’atmosfera dei composti organici volatili derivanti dal traffico motorizzato e contenuti in vari prodotti e materiali presenti in casa

Per conseguire gli obiettivi di riduzione definiti nel campo dei Cov, lo Sportello dei diritti della provincia di Lecce, la cui delega è stata assegnata all’assessore Carlo Madaro, propone una tassa d’incentivazione specifica con distribuzione dei proventi alla popolazione attraverso attività specifiche di prevenzione. Il fine delle misure è il contenimento a lungo termine delle emissioni di queste sostanze inquinanti. I Cov, ovvero composti organici volatili vengono emessi dal traffico motorizzato e da attività industriali ed artigianali. Sono sostanze utilizzate come solventi in molti settori e contenute in diversi prodotti quali colori, lacche, detergenti, prodotti per la cura del corpo e propellenti per bombolette spray. Sono contenuti in vari prodotti e materiali presenti in casa e possono liberarsi dai materiali di costruzione per dei periodi di qualche mese a qualche anno. Le bombolette spray, le colle, i prodotti di pulizia costituiscono delle fonti permanenti d'emissione istantanea nell’atmosfera di Cov, come anche i processi di combustione e la cottura degli alimenti. La loro concentrazione è inoltre incrementata dal fumo di tabacco nell'ambiente. Se liberati nell’aria, possono avere effetti nocivi tanto per l’uomo quanto per l’ambiente. I Cov, in particolare, sono, insieme agli ossidi di azoto (NOx), inquinanti precursori che, durante i mesi estivi – quando l'intenso irraggiamento solare dà regolarmente luogo a concentrazioni di ozono troppo elevate e pertanto dannose – contribuiscono a determinare la formazione del cosiddetto ozono troposferico. Sebbene negli ultimi anni le emissioni di queste sostanze siano diminuite sensibilmente, l’obiettivo di riduzione auspicato non è ancora stato raggiunto. Soprattutto durante l’estate il fenomeno si impone alla ribalta della cronaca con il nome di smog estivo. I Cov possono provenire anche da fonti naturali, per esempio dai boschi nelle regioni rurali, che però non ricoprono un ruolo preponderante per la formazione dell’ozono negli agglomerati. Tenendo quindi conto dei meccanismi che si innescano, attraverso il concorso di molteplici fattori naturali e umani, questa proposta mira a salvaguardare la salute e il benessere dei cittadini e dell’ambiente, nonché a rendere più vivibile la vita in città durante il periodo estivo.

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