“Un click per Lecce”

L’idea di Loredana Capone

Magliette che invitano al cambiamento e fotografie di ciò che non va in città. Così Loredana Capone, candidata alle Primarie dell’Unione, si prepara a guidare la nuova Lecce

“Raccontare” con le immagini tutto ciò che a Lecce non va, contribuendo così, personalmente, alla realizzazione di una sorta di “album fotografico denuncia” che servirà per capire in cosa e dove intervenire per migliorare la città. E’ l’idea che Loredana Capone, candidata sindaco alle Primarie dell’Unione per il Comune di Lecce, ha lanciato ieri, nella conferenza stampa svoltasi all’aperto, in località Fondone, zona residenziale alla periferia di Lecce, dove le villette e i complessi edilizi costruiti recentemente sono circondati da vaste aree abbandonate all’incuria. L’iniziativa si chiama “Un click per Lecce” e, come ha spiegato la stessa Capone, vuole essere innanzitutto un modo per coinvolgere i cittadini, farli partecipare alla costruzione di un progetto nuovo di città. Per partecipare basta prendere una macchina fotografica, andare in giro per la città e fotografare le cose che non vanno. La foto, con i dati personali, deve essere spedita, entro il 31 agosto 2006, al “Comitato Elettorale Loredana Capone Sindaco”, in piazza Verdi, 1 oppure trasmessa via e-mail all’indirizzo [email protected] Tutte le foto saranno pubblicate sul sito www.loredanasindaco.it ed esposte nella mostra collettiva “Un click per Lecce”. Per promuovere l’iniziativa saranno distribuite 5mila cartoline. “Partecipare significa scoprire la città in tutti i suoi volti e in tutte le sue sfaccettature, quelle visibili, ma anche quelle nascoste – ha dichiarato Capone –; significa promuovere la cittadinanza attiva e responsabile, la consapevolezza che ognuno di noi può essere protagonista del cambiamento. Quello che vogliamo realizzare investendo nelle persone. Per questo – ha concluso – aspettiamo il contributo di tutti”. All’inizio della conferenza stampa, Loredana Capone ha regalato ai presenti una maglietta con stampato il noto detto popolare leccese “ci cangia difrisca”, indossata anche da lei per l’occasione. Un modo per lanciare la sua idea di cambiamento per la città.

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