L’Università contro le malattie cardiovascolari

Nuovi risultati in ambito medico

L’ateneo salentino scopre nuovi parametri per la diagnosi precoce e la prevenzione delle patologie cardiovascolari

Il gruppo di ricerca del laboratorio di Fisiologia del dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università di Lecce, coordinato da Michele Maffia, ha condotto uno studio su alcune centinaia di soggetti portatori del difetto genetico per l’MTHFR e quindi predisposti all’insorgenza di patologie cardiovascolari. Lo studio, finanziato con fondi della Regione Puglia nell’ambito del Progetto Regionale Azioni Innovative (PRAI) e condotto in collaborazione con l’azienda privata Pignatelli di Lecce ed il Centro Studi sull’Invecchiamento (Ce.S.I.) di Chieti, ha evidenziato che l’associazione di due mutazioni genetiche a carico della metiltetraidrofolato reduttasi (MTHFR) e della vitamina D binding protein (DBP), aumenta il rischio d’insorgenza di patologie cardiovascolari. Tale risultato sarà pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale “Proteomics”. Lo studio, che prevedeva la ricerca di nuovi marcatori plasmatici per la diagnosi precoce dell’insorgenza di patologie cardiovascolari, è stato eseguito utilizzando tecniche di biologia molecolare ed in particolare di proteomica, un nuovo settore di ricerca altamente avanzato nel campo della biologia e delle biotecnologie. Dal punto di vista clinico l’informazione ottenuta potrebbe essere molto utile per la diagnosi precoce e la prevenzione dell’insorgenza di patologie nei soggetti contemporaneamente portatori delle due mutazioni genetiche. Infatti in linea teorica integrazioni alimentari di acido folico e di vitamina D potrebbero ridurre o addirittura anare l’insorgenza di patologie cardiovascolari in questi soggetti geneticamente predisposti a contrarle.

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