Indennità di mobilità, l'ultima beffa

I partiti minori protestano

I partiti minori di Casarano si scagliano contro quella che definiscono l’ultima beffa ai danni dei lavoratori, ovvero la proroga dell’indennità di mobilità. “L'attenzione dell'amministrazione sui problemi dei lavoratori – dicono – è calata perchè non ci sono elezioni in vista”

La proroga dell’indennità di mobilità sarebbe l’ultima “beffa ai danni dei lavoratori” del settore tessile-abbigliamento-calzature. La denuncia parte dalla federazione dei partiti cosiddetti “minori” dell’Unione di Casarano – costituita da Italia dei Valori, Udeur, Comunisti Italiani e Verdi – che, con un comunicato stampa congiunto, rilevano un calo di attenzione da parte delle istituzioni e dei partiti maggiori del centro-sinistra su questo importante argomento, anche a causa della mancanza di prossime scadenze elettorali. La proroga dell’indennità di mobilità è stata stabilita dall’art. 4 del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali dell’8 giugno dello scorso anno. “Tra le tante conseguenze della crisi del Tac – si legge nel comunicato stampa – l’ultima in ordine cronologico delle beffe subite dai lavoratori del settore è la mancata corresponsione della proroga dell’indennità di mobilità. Infatti, in questi giorni, agli operai, al posto del sospirato bonifico postale per far fronte alle necessità di sostentamento, è giunta una missiva con la quale il Ministero del Lavoro li informa di aver inoltrato all’Inps l’elenco dei lavoratori aventi diritto, necessario per l’erogazione del contributo”. Secondo la federazione dei “piccoli” dell’Unione sarebbe la premessa di un allungamento dei tempi del pagamento dell’indennità. “Tale missiva – prosegue la nota – ha indubbiamente carattere dilatorio, tenendo conto del fatto che ci sono lavoratori che non percepiscono alcun sussidio dal gennaio 2005 ad oggi. Lavoratori che ancora oggi non sono riusciti ad inserirsi nel ciclo produttivo, ai quali ormai è rimasta solo la dignità di non chiedere l’elemosina o l’unica soluzione d’inserirsi, alle soglie del 2010, nel ciclo del lavoro nero. A chi per principio non percorre quest’ultima strada rimane ovviamente la strada e l’elemosina. Il rischio – accusa la nota – è che oggi, non essendoci a breve scadenze elettorali, il problema non lo si affronti con lo stesso spirito della campagna elettorale anche con le necessarie interrogazioni parlamentari. Non si parla più infatti, oltre che degli indennizzi una tantum, delle vere alternative che bisogna offrire ai lavoratori esclusi dal ciclo produttivo ed a quest’ultimi non è data ancor oggi la possibilità di qualificarsi in settori alternativi”. “Tornando al discorso della mancata attenzione della classe politica ai reali problemi dei lavoratori – concludono IdV, Verdi, Pdci e Udeur – è scandaloso pensare che Enti come il Ministero o l’Inps abbiano necessità di tempi così lunghi per liquidare somme che hanno già in deposito. Immaginiamo oggi con l’approssimarsi del periodo delle ferie. Cerchiamo la solidarietà di tutte le forze politiche, specie quelle di sinistra, nel condurre questa battaglia volta ai bisogni della gente e che specie a Casarano sono più evidenti per la ormai tristemente nota crisi del Tac”.

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