Il male viaggia in rete

La storia insegna: a ciò che non si conosce, le colpe più disparate

Se un’adolescente scappa da casa per raggiungere un amico conosciuto in chat, chi non conosce i fatti, attribuisce la colpa di tutto alla rete. Senza pensare che il problema potrebbe essere in famiglia

“Amore in chat: scappa a 15 anni”. Così titola la prima pagina del Nuovo Quotidiano il 15 giugno 2006. Come al solito, si distrae l'attenzione pubblica affrontando la notizia col piede sbagliato. Lo dico perchè ci si concentra sulle cause “esterne” che pur avendo contribuito non sono sicuramente responsabili. Non si affronta la questione dell'assenza di dialogo con le famiglie, dell'abbandono emotivo in cui molti giovani si trovano e della scarsa conoscenza della rete e delle sue insidie da parte degli adulti. Tutto questo porta sempre più spesso i giovani a “crescere” da soli e senza riferimenti validi, arrangiandosi a scegliere tra le infinite strade del web. Forse ci vorrebbe innanzitutto maggiore coerenza da parte di ogni genitore ed insegnante ricordandoci che i figli (o gli alunni) sono spugne che assorbono ogni atteggiamento salvo poi rifiutare le contraddizioni nel tentativo di rimanere “puri” il più a lungo possibile. Internet non ha colpe, casomai c'è chi ne abusa o chi la vorrebbe sacrificata perchè foriera di libertà e conoscenza.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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