Dove portano innovazione ed internazionalizzazione

Come trattare e valorizzare le acque di vegetazione

Al convegno del 5 giugno organizzato da Premio Barocco, Lachifarma, azienda di Zollino, ha presentato i propri brevetti per il trattamento e la valorizzazione delle acque di vegetazione. E, in anteprima, ha anticipato i propri prodotti in fase di lancio

Si è discusso di acque di vegetazione, lo scorso 5 giugno, nella Sala Barocco Meeting, allestita nell’area portuale di Gallipoli. Il convegno, a carattere internazionale, “Acque di vegetazione. Da problema ambientale a fonte di benessere”, inserito all’interno della rassegna “Premio Barocco 2006”, ha portato alla luce strategie di trattamento e di valorizzazione delle acque di vegetazione ed ha visto la partecipazione di delegazioni istituzionali e di investitori istituzionali e privati di Paesi del Mediterraneo quali Spagna, Turchia, Marocco, Tunisia, Libano, Giordania e Siria. Il problema delle acque di vegetazione è assai sentito, soprattutto dai paesi del bacino del Mediterraneo. Ogni anno, infatti, questi producono 2.500.000 tonnellate di acque da vegetazione. Molti stati stanno prendendo coscienza della necessità di interventi che limitino gli impatti ambientali negativi di queste acque, come l’inquinamento delle acque superficiali, delle falde, dei terreni e del mare. In particolare, nel corso della serata, l'azienda farmaceutica Lachifarma di Zollino, ha presentato in anteprima il proprio brevetto mondiale sul trattamento e valorizzazione delle acque di vegetazione, elaborato nel corso di 50 anni di studi e ricerche sull’argomento. La proposta di Lachifarma si configura come una soluzione sostenibile al problema, poiché parte dal presupposto che a partire da impianti di trattamento di 6 mc/h è possibile avviare attività redditizie autosufficienti. L’istituto di Zollino ha infatti svolto sulle acque di vegetazione un’attività di ricerca che ha portato a risultati scientifici di portata internazionale e con future ricadute positive sugli impatti ambientali dell’area del Mediterraneo. Sulla base dei concetti di innovazione ed internazionalizzazione, Lachifarma ha illustrato, in una logica di sviluppo imprenditoriale nel settore dell’high-tech, il progetto di un nuovo impianto per la trattazione e la valorizzazione delle acque di vegetazione. Il processo brevettato consiste nella microfiltrazione delle acque di vegetazione, e in una loro successiva ultrafiltrazione, nanofiltrazione. Il processo si conclude con l’osmosi inversa che porta ad ottenere acqua per usi civili ed irrigui. L’alto peso molecolare (dal 9 al 26 per cento) recuperato con la accurate filtrazioni contiene amminoacidi, proteine, fibre, lignine, ed altre sostanze di valido aiuto quale integratore ad uso animale o altri usi. Ma l’attività di ricerca di Lachifarma si è rivolta in questi anni anche alla lotta alla malaria. In questo settore, l’azienda di ricerca ha raggiunto i risultati di un miglioramento delle buone prassi di coltivazione; della individuazione di tecniche di estrazione innovative ed ecocompatibili di artemisinina, della associazione fissa di alcuni principi attivi antimalarici tra cui i derivati dell’artemisinina. Lachifarma ha inoltre presentato al pubblico diversi prodotti oggi in fase di lancio, come mangimi per animali, olio arricchito con idrissitirosolo, acqua della salute, compresse all’idrossitirosolo, acqua di bellezza, creme anti-ageing.

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