Sei emendamenti per la Poli

Anche la Poli per gli emendamenti al Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo

Anche Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce e deputato del Gruppo Uen al Parlamento europeo, tra i firmatari dei sei emendamenti al Settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo dell'Unione europea

Compare anche Adriana Poli Bortone, deputato del Gruppo Uen al Parlamento europeo, tra i firmatari di un pacchetto di sei emendamenti al Settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo dell'Unione europea, all'esame del Parlamento e del Consiglio per l'approvazione definitiva, che rappresenterà il principale strumento per il finanziamento della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico in Europa. La logica delle proposte di modifica al testo del programma quadro è quella di proteggere la dignità e la vita umana, vietando la ricerca scientifica finalizzata alla clonazione e alla modifica del patrimonio genetico degli esseri umani o l'utilizzazione di embrioni e di cellule staminali a scopo scientifico. In particolare, secondo l'emendamento 1, che inserisce tra i “considerando” del testo il 4 bis, “non dovrebbe essere concessa alcuna assistenza comunitaria a progetti che richiedono la distruzione di embrioni umani o l'utilizzo di materiale proveniente da embrioni umani in un processo che comporta la distruzione dell'embrione in questione”. L'emendamento 2, aggiungendo al testo del Programma Quadro il “considerando” 4 ter, “esclude qualsiasi sostegno o finanziamento alla clonazione umana nel quadro di programmi comunitari”. L'emendamento 3 allarga il testo del “considerando” 21, prevedendo che, pur nel rispetto del principio della migliore efficacia dell'azione comunitaria ai fini della istituzione di un'economia e di una società della conoscenza in Europa, gli Stati membri “non dovrebbero essere costretti a cofinanziare indirettamente, attraverso i loro contributi al bilancio dell'Unione, attività di ricerca sugli embrioni e sulle cellule staminali embrionali che sono vietate nei loro Paesi in ragione di obiezioni etiche fondamentali e determinanti”. L'emendamento 4 intende orientare le attività di ricerca finanziate dal Programma Quadro, oltre che al rispetto dei principi etici fondamentali, alla protezione della dignità e della vita umana, alla protezione dei dati personali e della vita privata, nonché alla protezione dell'ambiente in conformità del diritto comunitario, al rispetto dei pertinenti trattati internazionali e della Dichiarazione di Helsinki nella sua versione più recente, della Convenzione del Consiglio d'Europa sui diritti umani e la biomedicina e del relativo Protocollo addizionale sul divieto della clonazione degli esseri umani, della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, della Dichiarazione universale dell'UNESCO sul genoma umano e i diritti dell'uomo, delle risoluzioni delle Nazioni Unite, dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e del Parlamento europeo (sul commercio di ovociti umani e sui brevetti relativi alle invenzioni biotecnologiche). L'emendamento 5 inserisce il paragrafo 1 bis all'art. 4, vietando i finanziamenti del Programma ai progetti di ricerca che sono vietati negli Stati membri per ragioni basate su considerazioni relative ai diritti umani primari e ai principi costituzionali, ai progetti di ricerca che pongono in pericolo i valori fondamentali della dignità umana, alle attività di ricerca volte alla clonazione di embrioni umani, alle attività di ricerca intese a modificare il patrimonio genetico di esseri umani che potrebbero rendere ereditarie tali modifiche, all'utilizzazione di embrioni e di cellule staminali embrionali a scopi di ricerca scientifica, “dal momento che l'essere umano costituisce un fine in sè e che il corpo umano, in particolare il corpo femminile, non deve essere commercializzato”. L'emendamento 6, infine, inserisce il paragrafo 1 ter all'articolo 6, stabilendo che nei casi in cui una tecnologia è eticamente controversa, la Comunità finanzia i progetti di ricerca che presentano un'alternativa a tali tecnologie.

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