Manieri: “Ecco il Grande Salento”

L'intervento della Manieri alla Bit di Milano

Maria Rosaria Manieri, assessore provinciale alle Politiche del Turismo, ha presentato ad un affollato convegno alla Bit di Milano, il Grande Salento. Fondato sull'idea di identità e di valorizzazione delle risorse del territorio, ma anche su ricerca, innovazione, cultura.

In una affollatissima conferenza stampa il “Grande Salento” si è presentato alla Bit 2006. Erano presenti Giovanni Florido, presidente della Provincia di Taranto, Maria Rosaria Manieri, assessore alle Politiche del Turismo della Provincia di Lecce e Giorgio Cofano, assessore al Turismo della Provincia di Brindisi, moderati dal direttore del Dipartimento Politiche del Turismo Eurispes Gavino Maresu. La Manieri ha illustrato il progetto di sistema integrato di servizi e infrastrutture per mettere in rete l’offerta turistico-culturale dell’area jonico-salentina. Riportiamo, per intero, il suo intervento: “Come è noto il Salento, il Tacco d’Italia, la terra tra i due mari, presenta un’offerta turistica ricca e variegata per gli aspetti climatici, naturalistici e paesaggistici, parchi e aree naturali protette di grande valore, un patrimonio artistico e culturale, che va dalle preziosità del barocco leccese, agli insediamenti delle civiltà rurale, ai giacimenti archelogici, alle forti testimonianze di una terra che è stata crocevia di culture, meelting pot di popolazioni, ponte per lunghi secoli tra oriente ed occidente; con una forte vocazione all’accoglienza e all’integrazione. Un passato di cui restano forti connotati nelle tradizioni, nei costumi, nei linguaggi, nei complessi urbani della fitta rete di piccoli centri storici, nelle masserie fortificate, nelle torri saracene, nella cucina e nella gastronomia; una terra con altissima vocazione agricola: il Salento è tuttora considerato il serbatoio di prodotti della terra, dalle verdure all’olio al vino. Nel Salento negli ultimi anni si è sviluppato una produzione di vini di alta qualità e stanno nascendo veri e propri distretti del vino, come la zona di Manduria in provincia di Taranto o la zona a sud tra Brindisi e Lecce. In questi anni abbiamo puntato a consolidare e sviluppare questa identità. Le politiche di sviluppo del turismo nella provincia di Lecce, per esempio, sono state fatte all’insegna di ‘essere semplicemente Salento’. L’identità come risorsa fondamentale da custodire e da sviluppare in un’ottica di turismo sostenibile e di qualità. Questo è ancora il nostro obiettivo. E tuttavia pensiamo che questo obiettivo oggi vada inserito in un disegno strategico più ampio che consenta all’area jonico-salentina una maggiore competitività a livello nazionale e internazionale, e proietti la forte identità salentina, con efficacia, nella modernità e nello scenario globale. A questo punta l’idea del Grande Salento, che ha ispirato il progetto che oggi vogliamo presentarvi, voluto dalle tre Province di Lecce, Brindisi e Taranto. Il Grande Salento non è la rivendicazione di una piccola Regione, ma lo sforzo comune che le tre componenti importanti dello stesso comprensorio intendono fare in termini di sviluppo integrato e di contestuale miglioramento del sistema dei servizi da offrire al visitatore, dal potenziamento delle infrastrutture, all’accoglienza di qualità. Il Grande Salento, quindi non è inteso in modo retorico o passatista, ma è un progetto concreto che guarda all’immediato futuro, a partire dalla specificità di una area vasta che vogliamo mettere in campo per un maggiore valore territoriale competitivo come ambito ottimale per progetti e obiettivi che, pur destinati direttamente ad un’area di riferimento provinciale, possono rendersi più funzionali ed efficaci di una dimensione ultraprovinciale. Le interrelazioni infrastrutturali, produttive, istituzionali e culturali già esistenti o in via di diffusione fra i tre territori provinciali tra loro confinanti, stanno consolidando una loro tendenziale riunificazione di un unico vasto sistema economico. Il protocollo d’intesa tra le Province di Lecce, Brindisi e Taranto, rappresenta un tavolo di concertazione permanente per una programmazione condivisa a livello interprovinciale attraverso correlazioni esistenti. Primario risulta, quindi, superare il gap infrastrutturale attraverso una progettazione coordinata di una rete che interessi i tre territori volto a far affluire le risorse anche comunitarie necessarie ad una realizzazione coordinata delle infrastrutture progettate. La progettazione si deve quindi concentrarsi su poche ma fondamentali idee: il trasporto su ferro, la rete stradale, il potenziamento del porto di Brindisi. Infine attenzione particolare dovrà essere riservata alle infrastrutture immateriali: ricerca, innovazione, cultura”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!