La Madonna del pane a Novoli

Tre giorni di festa in paese

Il paese ricorda la sua protettrice con tre giorni di festa in suo onore. In memoria degli eventi miracolosi da questa compiuti in favore della popolazione. Ecco la storia di un culto, assai sentito dalla comunità novolese, che ha radici nell’oriente bizantino.

Si rinnova anche quest’anno, a Novoli, il tradizionale appuntamento con la festa della Madonna del pane. Il sabato precedente la terza domenica di luglio, si svolge una processione che porta la statua della Madonna del pane dalla sua parrocchia alla chiesa matrice e qui, il giorno dopo, la statua viene esposta sul sagrato. Secondo una antica leggenda, nel 1707, una terribile pestilenza decimava la popolazione di Novoli. Fu allora che apparve la Madonna la quale, offrendo un pane miracoloso alla popolana Giovanna (“la Giuanna noscia”), liberò la città dal morbo pestifero. In effetti, nel 1705 e 1706, vi fu una forte mortalità che spinse gli abitanti a chiedere l’intervento divino e nel 1707, anno dell’apparizione, i morti diminuirono. Per questo prodigio, la chiesa, che anticamente era intitolata a Maria SS. di Costantinopoli, venne dedicata alla Madonna del pane. Nel 1855, imperversò il colera nella provincia di Lecce e, fatto prodigioso, mentre Lecce, Trepuzzi, Squinzano, Cariano e Arnesano furono colpiti dal morbo contagioso, la sola Novoli, che aveva fatto ricorso alla cara protettrice, rimase immune dal malore, tanto che gli abitanti dei paesi vicini venivano a chiedere il pane benedetto di Maria SS. di Costantinopoli per essere liberati dalla pestilenza. Si racconta di molti miracoli riconducibili alla Madonna del pane, come la guarigione di un muratore di Novoli, di un canonico di Lecce, del parroco di Pisignano, dopo essere stati unti con l’olio della lampada che illuminava la nicchia con l’immagine della Vergine; ed anche, nel 1890, il miracolo di una ragazza dodicenne caduta in un pozzo e salvata per intercessione di Maria. Dal Settecento, quindi, il culto della Madonna del pane è molto sentito a Novoli ed anche la chiesa a lei dedicata è vista quasi come la casa del pane; e il pane, nella fede dei devoti e nell’immaginario collettivo, andava a completare l’immagine della vite raffigurata nello stemma civico della città, in una simbolica e perfetta eucaristia. In realtà, lo stemma civico di Novoli fu cambiato più volte nel corso della sua storia. Inizialmente, vi era raffigurata la Madonna di Costantinopoli secondo l’iconografia delle cripte bizantine, ossia la Vergine in trono, con Gesù Bambino in piedi nel suo grembo. Questo stemma rimandava ad un affresco bizantino che si trovava nella Chiesa dell’Immacolata e che raffigurava la Madonna di Costantinopoli, appunto, protettrice del paese, ed il culto della quale era stato introdotto dai monaci basiliani che, dal IX secolo in poi, arrivarono nel Salento. I monaci basiliani introdussero molte pratiche religiose legate al rito greco-bizantino e, fra queste, la più rilevante era la venerazione per la Vergine “Hodegitria”. Infatti, la Chiesa dell’Immacolata, anticamente chiamata “dell’Hodegitria”, era probabilmente una delle tante laure basiliane in cui i monaci praticavano il loro culto. Da questa devozione prende sicuramente origine il nome del paese, che anticamente si chiamava “S.Maria de Novis”, da cui “Novoli”. Nel 1644, S.Maria di Costantinopoli venne sostituita come protettrice del paese, e venne scelto come protettore S.Antonio abate. Dopo l’unità d’Italia, anche nello stemma civico venne sostituita la Madonna di Costantinopoli con un tralcio di vite posto in diagonale. Negli anni, i grappoli d’uva da tre si ridussero a due, poi a uno e, successivamente, sono ritornati tre, quando, nel 1992, è stato finalmente ufficializzato tale stemma. Il tralcio di vite rimanda alla viticoltura, che è molto sviluppata a Novoli, non a caso definita “terra di Bacco”. I novolesi rendono omaggio alla Madonna del Pane dall’alba di sabato 16 luglio, con numerose messe nella chiesa della Madonna, con la benedizione del pane. Alle 19.30, prende il via la processione della statua della Madonna fino a piazza Aldo Moro, dove viene eseguito il canto del “Salve o Regina”, e successivamente viene portata nella chiesa madre. Domenica 17 luglio, viene celebrata la solenne messa dall’arcivescovo Ruppi e la statua viene poi riportata nella nel suo santuario. Come sempre, concerti bandistici allietano la festa e, lunedì 18 luglio, a chiusura dei festeggiamenti, viene rappresentato, in piazza Sant’Antonio, il musical “Madre Teresa di Calcutta” a cura dei giovani della parrocchia. Molto importante, inoltre, la tradizionale “Festa del pane”, che si tiene sabato 16, fra le strade del centro addobbate con le luminarie delle ditte Perrotta e Cinto.

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