La Madonna dell’Abbondanza a Cursi

La festa tra ieri e oggi

La leggenda della Madonna dell'abbondanza a Cursi e i tradizionali festaggiamenti, che si tengono in paese dal 9 all'11 luglio.

I festeggiamenti in onore della Madonna dell’abbondanza, a Cursi, si svolgono dal 9 all’11 luglio. Il culto della Madonna dell’abbondanza è legato ad un fatto miracoloso avvenuto nel 1640. In quell’anno, infatti, epoca triste per le guerre, le epidemie, i terremoti e gli sconvolgimenti politici che agitavano le nazioni d’Europa, Cursi soffriva il terribile flagello della siccità. Le piante diventavano sterili, i campi si inaridivano e tutto sembrava ormai volgere al peggio. Gli abitanti del paese pregavano per la venuta della pioggia che potesse liberarli da quella tremenda arsura, invocando il nome di Maria. Ed una notte la Vergine, con in braccio il Bambino, si manifestò in una rozza capanna abitata dal più cattivo e cinico uomo del paese, Biagio Orlando Natali (in realtà gli studiosi non sono concordi sulla personalità di questo Natali; per esempio, il canonico Giuseppe Stanca considera Biagio Natali di Orlando un degenerato, mentre Don Totò Mileti lo considera un uomo umile ed onesto, divenuto poi un incallito bestemmiatore per la disperazione di avere visto le sue giovenche impazzite per l’arsura e la fame). La Madonna apparve la stessa notte in sogno al parroco del paese. Maria predisse all’uomo la venuta di una pioggia salvifica ed abbondante, chiedendo però che a Cursi le fosse eretto un altare. In effetti, un piccolo santuario venne eretto nel 1642 con le offerte dei devoti e nel santuario la pala d’altare, dono del principe Cicinelli, venne realizzata dallo scultore copertinese Giovanni Donato Chiarello. Biagio Natali, convertitosi, divenne il sacrestano di quella chiesetta. E dall’abbondanza della pioggia venuta giù, o per meglio dire dall’abbondanza dei frutti e del raccolto che ne seguirono, si adorò Maria col nome di “Abbondanza”. L’attuale chiesa è una ricostruzione del vecchio tempio, distrutto da un incendio nel 1708. Nell’incendio, dalle fiamme scampò Angelo Macchia, miracolosamente salvato dalla Madonna che, nonostante l’infuriare della tempesta quella notte, lo aveva invitato ad allontanarsi dal santuario in cui il giovane di Cursi aveva trovato rifugio. Oggi nel santuario della Madonna dell’abbondanza è custodita una statua lignea della Vergine, dal viso dolce e gentile, opera del ‘700, di scuola napoletana. Non è fissa ma snodabile: può assumere la posizione inginocchiata. La gonna e il corpetto sono stati ricamati in oro zecchino dalle suore clarisse di Bitonto, il mantello celeste invece dalle suore clarisse di Soleto. Le corone sono in argento dorato. Fra le braccia reca uno splendido Gesù Bambino, elegantemente rifinito. La processione in onore della Madonna si muove, domenica 10, dal santuario a lei dedicato verso la chiesa matrice, accompagnata dalla musica della banda e, lunedì 11, alle 10.30, la statua viene portata in processione per le strade di Cursi, al suono delle bande di Francavilla e di Squinzano. I festeggiamenti riprendono poi il 16 e 17 luglio, con la tradizionale “Sagra del pane”, che quest’anno è arrivata al traguardo del venticinquesimo anno di vita.La sagra è strettamente legata al culto della Madonna dell’abbondanza. Un tempo, infatti, gli abitanti di Cursi usavano offrire, come segno di calorosa accoglienza, dei pani ai pellegrini che venivano ad adorare la Madonna. Questi piccoli pani (“panitteddhi”) avevano le forme più svariate di spighe di grano, grappoli d’uva e altri simboli di abbondanza. Questa usanza venne consolidata e divenne, nel 1981, una vera e propria sagra, che si svolge fra le strade del centro del paese e in cui vengono offerti pezzetti di carne di cavallo, peperoni, patatine, servole, ciambelle di patate ed altre delizie, grazie alla sapiente organizzazione del comitato promotore “Amici del pane”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!